carcinoma lobulare in situ: parere

    DOMANDA

    Gent.ma Dr. ssa
    ho 46 anni sono in pre-menopausa e dopo il controllo annuale con mammo+eco sono stata sottoposta a rmn e successivamente a biopsia chirurgica che ha evidenziato un carcinoma lobulare in situ LIN3 al QSE mamm. sin. del diametro max microscopico di 2 cm insorto in un contesto di lesione sclerosante(ovunque assenti aspetti di carcinoma invasivo) risultati tipizz.immunoist.ER>95%PGR>95%.La neoplasia era posta a meno di 1 mm dal margine areolare cosi’ho fatto anche l’allargamento e sono in attesa del ref. dell’esame istol.Desidererei sapere che cos’e’ il carc. lob. in situ ,qual’è il suo comportamento e qual’è il trattamento e i succ. controlli clinico/diagn. che Lei nei casi come il mio consiglierebbe.Le confesso che sono molto preoccupata…qual’è il mio reale rischio di sviluppare a distanza un altro tumore al seno?Desidererei fare la mastectomia preventiva, così ridurrei il rischio..(Ho familiarita’per K seno zia paterna e K ovaio zia materna).GRAZIE DI CUORE Laura

    RISPOSTA

    Cara signora,
    siamo nella fascia di incertezza totale circa
    la diagnosi ( stiamo cercando di riscrivere la nominazione del ca in situ…perchè non si tratta proprio di tumore, ma di atipia che può dare, in un 25% dei casi, un tumore nel corso di 15 anni)
    e le procedure ( la chirurgia ablativa profilattica e le varie altre coperture preventive sono ormai protocollari, ma possono essere discusse).
    Il fatto che lei abbia una familiarità indurrebbe a valutare il rischio genetico e a riconsiderare sotto questa luce le procedure chirurgiche ablative come profilattiche e preventive, come lei si auspica.
    Cordiali saluti
    Gemma Martino