DOMANDA
Egregio Dottore,
finalmente sono giunto ad una conclusione riguardo alla mia prostata.Dopo tanti anni,sono ormai 18 che faccio psa,ecografie.4 biopsie e la turp,ora dopo una rsm con bobina endorettale ho fatto una biopsia mirata di 7 prelievi e uno solo ha dato adenocarcinoma mediamente diffrenziato della prostata,score di gleason 6 (3+3).
E’ scritto anche:adenocarcinoma di tipo convenzionale.
I pattern sono 3+3 e tutto il resto e’ assente come-invasione di tessuto adiposo periprostatico-invasione di vescicola seminale-invasione perineurale-invasione vascolare linfatica invasione vascolare ematica-quadri patologici associati:ASAP.
Mi era stato proposto il trattamento radicale ma ho rifiutato,quindi mi hanno consigliato di fare una tac all’addome e una scintigrafia ossea.Intanto devo prendere Casodex 150 1 cp al di per un anno e poi fare la radioterapia per due mesi.
Cosa mi puo’ dire in proposito,tenga presente che secondo i psa fatti circa 10 anni fa era 12 ,poi trattato con avodart e’ sceso a 6.Potrebbe essere un carcinama silente.Grazie e cordiali saluti
RISPOSTA
Buongiorno,
la dizione adenocarcinoma convenzionale non ha significato. E’ un adenocarcinoma prostatico a bassa aggresivita’ e probabilmente molto localizzato nella ghiandola prostatica.
Purtroppo la certezza non si puo’ avere perche’ la caratterizzazione fatta dalla biopsia non ricopre l’intero tumore e quindi e’ possibile che in una parte del tumore non colpita dalla biopsia eistano delle cellule piu’ aggressive, od in realta’ il tumore sia gia’ al dila’ della capsula prostatica.
Questo e’ un altro vantaggio dell’intervento radicale: sapere realmente l’estensione e l’aggressivita’ del tumore. Puo’ succedere che all’intervento invece di essere un Gleason 6 si mostri realmente come un Gleason 7 , quindi piu’ aggressivo.
Le opzioni terapeutiche vanno dall’intervento , alla riadioterapia, al controllo attivo senza terapia.
Nel caso della radioterapia generalmente la terapia ormonale pre radioterapia dura 3 mesi, continuando anche durante la radioterapia e non un anno come da lei segnalato.
Ogni trattamento ha i suoi vantaggi e svantaggi.
La chirurgia, nel caso in cui il tumore sia confinato alla ghiandola prostatica, puo’ dare un risultato risolutivo come controllo del tumore.
La radioterapia da’ dei risultati molto buoni soprattutto se l’aspettativa di vita e’ contenuta nei 10 anni.
Il controllo attivo, in forme a bassa aggressivita’ puo’ essere eseguito i se l’aspettativa di vita e’ inferiore a 10 anni. Il suo rischio e’ di una possibile evoluzione in forma metastatica prima di aver modo di iniziare la terapia.
Ogni singolo caso va valutato specificatamente per determinare quale delle tre forme e’ in grado di fornire il migliore bilancio fra risultati e possibili complicanze od effetti collaterali
Prof Alessandro Sciarra
Prostate Cancer Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ sapienza
Roma
Prof Alessandro Sciarra