DOMANDA
Egregio professore,
ho 61 anni e dopo un periodo di PSA persistentemente elevato (6 ng/ml) mi è stata prescritta una biopsia prostatica. La diagnosi è stata: carcinoma prostatico di tipo acinare, Gleason 3+3. Su 12 campioni, 2 sono risultati positivi: postero superiore destra (8% su frustolo di 10 millimetri); postero superiore periferica destra (40% su frustolo di 5 millimetri). PIN ad altro grado su quattro frustoli; parenchima prostatico non neoplastico; atrofia ghiandolare prevalente. Mi è stato detto che posso sia seguire un programma di vigilanza attiva, sia ricorrere alla radioterapia o, se morfologicamente adatto, alla brachiterapia, sia ricorrere all’intervento di prostectomia.
Non so decidere. Mi può dare gentilmente il Suo parere?
La ringrazio sentitamente
RISPOSTA
Egregio signore,
in effetti le hanno prospettato tutto quanto è proponibile per il trattamento di un tumore prostatico! Secondo me, comunque, due sono le possibili scelte, nel suo caso: la prima, la sorveglianza attiva, richiede in ogni caso una nuova biopsia con un numero maggiore di prelievi da farsi, entro non molto, dopo una Risonanaza parametrica della prostata e con un numero adeguato di prelievi; la seconda, è la asportazione della prostata, meglio se con chirurgia robotica. Mi rendo conto che la scelta non è facile, però il campo, in questo modo, si restringe di molto e la seconda biopsia, nel caso in cui si opti all’inizio per una sorveglianza attiva, chiarirà di molto la situazione.
Cordiali saluti,
Filiberto Zattoni