DOMANDA
Ho già effettuato l’operazione di cataratta ad un occhio e in quella occasione mi è stata confermata una grave distrofia corneale, che sembra congenita, con conseguente difficoltà per l’operazione stessa. Comunque è andata bene, anche se, per una ragione che ignoro, mi è stato inserito un cristallino da miope, piuttosto forte, pur essendo presbite (ho 81 anni). Quest’ultimo fatto ha determinato una vivace discussione con il chirurgo, al quale ho rimproverato di non avermi almeno avvertito. Data la situazione, per operare l’altro occhio, desidererei andare da altro chirurgo che sia però specializzato nel trattamento di cornee distrofiche per un risultato ottimale.
E’ questa indicazione che le chiedo. Grazie. Mara
RISPOSTA
Gent.ma lettrice,
esistono varie forme di “distrofie corneali”, e soprattutto esistono forme più o meno gravi ed evolutive. L’intervento di cataratta può essere un fattore di rischio per il loro aggravarsi. Di solito viene richiesta una “conta endoteliale” prima dell’intervento per una certa quantificazione dell rischio. L’intervento va fatto quando esiste una forte possibilità di successo e quando la riduzione visiva limita le attività quaotidiane. Nel caso suo il successo all’occhio già operato è un fattore positivo che fa pensare a un basso rischio. Circa la sua miopizzazione è una scelta che il chirurgo fa d’accordo con il paziente. Normalmente tendiamo a miopizzare per garantire una buona lettura, soprattutto a chi vive prevalentemente in casa. Perchè cambiare chirurgo se tutto è andato per il meglio? Forse è meglio parlare di più su quelle che sono le attese e i rischi.
Distinti saluti Filippo Cruciani