DOMANDA
Gent. Le Dottore,
Mi presento, sono la mamma di Luisa che ha appena compiuto 2 anni. Luisa e nata con atresia edofagea con fistola tracheale. Operata in 2 giornata di vita . Intervento andato a buon fine. Dopo 9 mesi successivo intervento al cardias perché totalmente beante e quindi plastica antireflusso . È inoltre aortopessi per arteria anonima abberrante. Da un anni e mezzo abbiamo risolto tutti i problemi di salute di Luisa che non ci facevano vivere. Da circa 10 mesi la bambina e sempre piena di catarro che dura 3 settimane e anche più per poi scomparire per un Massimo di 5/6 giorni e riapparire nuovamente . Non ci lascia vivere più. I pediatri che abbiamo consultato dicono che è una bambina catarrale , ma possibile che debba vivere così ancora per molto? Non ce una cura che possa allungare i tempi di intasamento da catarro??? Scusi per i termini poco professionali! Aspettando una risposta. Porgo cordiali saluti.
RISPOSTA
Gentile signora,
è normale che i bambini sottoposti alla nascita a questo tipo di intervento abbiano disturbi bronchiali anche importanti per lunghi periodi. Di solito, con la maturazione dell’apparato respiratorio, nella crescita del bimbo i sintomi tendono a scomparire. Ovviamente lo specialista adatto è sempre il pediatra, che più di altri è in grado di valutare se e quando sia necessario rivolgersi allo specialista pneumologo.
Il termine “bambina catarrale” non ha alcun significato in quanto non esprime la causa di questi disturbi. Non sono a conoscenza se la piccola Luisa abbia fatto delle radiografie recenti del torace.
Se ciò non è avvenuto, persistendo i disturbi, suggerirei di effettuare controlli radiologici (inizialmente è sufficiente una radiografia semplice del torace) per escludere alterazioni o esiti delle passate patologie esofagee e bronchiali e dei trattamenti chirurgici effettuati. Comunque le ribadisco di avere fiducia nel suo pediatra che le saprà, di volta in volta, indicare gli esami e le cure più adatte, anche di prevenzione delle riacutizzazioni bronchitiche, per sua figlia Luisa.
Cordiali saluti.
Dr. Paolo Bulgheroni