DOMANDA
Genile professore, le scrivo per avere un’idea chiara di come potrebbe evolvere la mia situazione.
ono una donna di 39 anni, ho scoperto di soffrire di rene policistico bilaterale circa 9 anni fa. Dopo due gravidanze a rischio a casusa della pressione alta, ho cominciato i controlli e i dicevano che la funzionalità era buona. Nel 2005 ho avuto una ischemia transitoria, che mi ha lasciato il BBCS, e ho smesso con i controlli renali. Di recente ho fatto un’eco addome i reni e le cisti si sono ingrossati, al punto da non distinguere il parenchima. Sono in attesa dei risultati degli esami delle 24h etc. La domanda è: devo pensare di avere un’insuff. renale? e poi,fino a cosa si va incontro?
RISPOSTA
Cara Signora,
L’unico modo per sapere se ha una insufficienza renale è misurare la funzione renale con un dosaggio della creatinina.
Il rene policistico è una malattia renale ereditaria, caratterizzata dalla presenza di molteplici cisti che si sviluppano nel rene (ma anche in altri organi, anche se il rene in genere è l’organo più coinvolto). Queste cisti, “invadendo” il rene, possono compromettere la funzionalità. In genere questo avviene in modo graduale, perché la crescita del numero e delle dimensioni delle cisti è graduale. Si stima che il 50% dei pazienti con questa malattia perda la funzione renale tra i 50 e i 60 anni. Questo dato, visto con ottimismo, induce a concludere che la dialisi non è il destino ineluttabile di TUTTI i pazienti con il rene policistico, anche se lo è di molti.
Ad oggi non si conoscono cure che arrestino questo processo di crescita delle cisti renali, anche se sono in corso diverse sperimentazioni con nuovi farmaci proprio con questo scopo. Stanno già emergendo dei risultati. Nei prossimi anni sapremo se si può contrastare con delle medicine questa malattia.
Cordiali saluti,
Giuseppe Remuzzi