DOMANDA
Gentilissimo Professore,
le chiedo un ulteriore chiarimento e una conferma che ho capito bene:
1) nel 97% dei casi si guarisce dall’epatite causata da mononucleosi e/o herpes senza che il fegato, dopo la guarigione, sia meno funzionale di prima dell’infezione?
2) La mononucleosi si trasmette solo col bacio o anche coi rapporti sessuali di tipo orale e penetrativo?
3)per infettarsi di epatite C nei rapporti sessuali ci deve essere quantita’ di sangue EVIDENTE,quindi un uomo potrebbe contagiarsi da una donna infetta da epatite C solo se durante un rapporto sessuale non protetto il pene venisse sporcato visibilmente da sangue proveniente da bocca e/o ano e/o vagina? Quindi se sul pene non vi sono tracce ematiche evidenti il rischio e’ nullo?
4) In ogni caso ci si puo’ accorgere dall’aver contratto epatite C dai valori delle transaminasi? E se si fa questo esame una volta all’anno e in quell’occasione si scopre di essersi contagiati, si e’ comunque in tempo per curarsi e guarire sempre senza che il fegato abbia perso parte della funzionalita’ che aveva prima della malattia?
Grazie mille, professore.
RISPOSTA
1) SI
2) Si trasmette con la saliva
3) Si se sul pene non ci sono tracce di sangue il rischio è nullo
4) Si’
Alcune note a beneficio di tutti i lettori
Mi permetto di fornire per l’audience del sito alcuni dati che possono dare un’idea della complessità della situazione ma anche del basso rischio di trasmissione di epatite virale ed infezione da HIV per singola esposizione a sangue o sessuale. Questi sono i numeri che portano molti di noi a tranquillizzare chi riferisce una singola esposizione e ne fa motivo di grande preoccupazione.
TRASMISSIONE NON SESSUALE DELL’HIV
Si calcola che in Italia su circa 60 milioni di abitanti vi siano circa 150.000 soggetti con infezione da HIV . Questo significa che il rischio che un individuo abbia un’infezione e pari a 2,5 su 10.000 . La probabilità di trasmissione dell’infezione da HIV da un soggetto infetto tramite sangue che contamina un oggetto tagliente è stimata intorno allo 0.14% con una “forchetta che va da 0.03 a 0.42%. Questa stima deriva dal fatto che si sono verificati 3 casi certi in Italia su 2066 esposizioni di operatori sanitari seguite quando una prevenzione farmacologica adeguata non era disponibile. Quindi se si viene feriti da un oggetto tagliente contaminato dal sangue di uno sconosciuto la probabilità “media” di infezione da parte del virus HIV è pari a 3.5 su un milione di possibilità con una “forchetta” di stima che varia tra 0,7 a 10,5 per milione di probabilità. Questo rischio di trasmissione è un rischio medio che riflette tutte le esposizioni di questo tipo. Il rischio di trasmissione tende ad essere nella fascia più alta della “forchetta” ( quindi tendente ai 10.5 per milione di probabilità) se:
– la ferita prodotta dall’oggetto tagliente è tanto profonda da sanguinare spontaneamente
– l’oggetto tagliente è un ago cavo posto in vena
Appare quindi cruciale per qualsiasi decisione la conoscenza della “contagiosità” del portatore Per questo motivo una prevenzione dell’infezione da HIV con l’assunzione di una terapia per un mese viene impiegata solo se il soggetto fonte è sicuramente infetto da HIV o presenta sicuramente ( e non “potrebbe avere”) una malattia che si può associare all’infezione da HIV ( epatite acuta, malattia a trasmissione sessuale o tossicodipendenza attiva per via endovenosa con scambio di siringhe).
TRASMISSIONE SESSUALE DELL’HIV
La probabilità di trasmissione dell’infezione da HIV per singolo rapporto sessuale con un soggetto infetto con viremia dosabile (ovvero che non assume una terapia anti HIV efficace perchè non sa di avere l’infezione o per altri motivi) è pari a:
– 1,4% per rapporto anale recettivo (penetrazione del pene non protetto da condom nell’ano del soggetto non infetto con ejaculazione o di oggetto visibilmente contaminato da sangue del soggetto infetto)
– 0,1% ( uno su 1000) per rapporto vaginale recettivo (penetrazione del pene non protetto da condom nella vagina della donna non infetta con ejaculazione o di oggetto visibilmente contaminato da sangue del soggetto infetto)
– 0,065% ( uno su 1500) per rapporto anale insertivo non protetto (penetrazione del pene del soggetto non infetto nell’ano del soggetto infetto senza condom)
– 0,05% (uno su 2000) per rapporto vaginale insertivo con fonte infetta( penetrazione del pene del soggetto non infetto senza condom nella vagina della donna infetta)
– 0-0,04% per rapporto orale recettivo con fonte infetta ( penetrazione con eiaculazione senza protezione di condom del pene di soggetto infetto nella bocca di soggetto non infetto)
0 per rapporto orale penetrativo ( penetrazione con eiaculazione senza protezione di condom del pene di soggetto non infetto nella bocca di soggetto infetto)
Naturalmente il rischio di infezione di altri agenti a trasmissione sessuale (sifilide o gonorrea) con le stesse modalità è più elevato
Per questi motivi si attuano misure specifiche di profilassi in seguito a singola esposizione solo se il soggetto non infetto ha avuto:
– un rapporto vaginale od orale o anale recettivo con ejaculazione e senza protezione con: un soggetto sicuramente infetto o un soggetto di cu non si conosce lo stato per HIV ma con una malattia che si associa strettamente all’infezione da HIV o un soggetto ad alto rischio e nei casi di violenza sessuale
– un rapporto anale o vaginale o orale recettivo senza protezione e senza ejaculazione con un soggetto sicuramente infetto da HIV
– un rapporto anale o vaginale insertivo senza protezione con soggetto sicuramente infetto da HIV
Comunque se il soggetto HIV è noto e si constata con gli esami del sangue che assume una terapia anti HIV efficace molti colleghi sospendono la terapia preventiva.
E’ bene che comunque chi ha molto frequentemente rapporti non protetti con soggetti poco conosciuti sopratutto se anali recettivi esegua periodicamente il test per l’ HIV
TRASMISSIONE NON SESSUALE DELLE EPATITI B E C
Per quanto riguarda invece le epatiti virali la percentuale di soggetti potenzialmente contagiosi si innalza all’1% per l’epatite B ed al 2% per l’epatite C. Inoltre l’efficienza di trasmissione da parte di questi virus con oggetti taglienti contaminati da sangue è più elevata. Entrambe le infezioni possono presentarsi senza alcun sintomo, ma la probabilità di diventare croniche è molto diversa 5% per l’epatite B negli adulti e 70% per l’epatite C. Per quanto riguarda l’epatite B ( per la quale in Italia sono vaccinati quasi tutti i soggetti nati dopo il 1979) esiste la possibilità di prevenire l’infezione con la somministrazione ai soggetti non vaccinati di vaccino ed immunoglobuline dopo l’esposizione. Per quanto riguarda l’epatite C una diagnosi precoce dell’infezione in fase acuta permette di trattare con la malattia in caso di cronicizzazionepercentuali di guarigione molto elevate .
Il rischio di acquisire l’epatite C dopo puntura con oggetto contaminato dal sangue di un soggetto infetto è 1,8%. Quindi il rischio di infezione dopo puntura con oggetto tagliente contaminato dal sangue di un soggetto sconosciuto può essere stimato intorno a 3,6 per 10.000. Dato che circa il 30% guarisce spontaneamente il rischio di acquisire un infezione cronica da HCV dopo una singola esposizione è 2,5 per 10.000. Per quanto riguarda l’epatite B il rischio di trasmissione è più elevato e va dall’ 1,5 al 40% a seconda della quantità di virus nel sangue del soggetto infetto Quindi dopo una singola esposizione ad oggetto tagliente contaminato dal sangue di un soggetto sconosciuto il rischio di infezione va da 1,5 per 10.000 a 4 per 1000.
TRASMISSIONE SESSUALE DELLE EPATITI B E C
Mentre il virus C viene trasmesso durante l’attività sessuale se c’è una penetrazione con un oggetto visibilmente contaminato dal sangue di un soggetto infetto, il virus B viene trasmesso con maggiore efficienza anche con i rapporti sessuali diretti. Per cui chi ha un’attività sessuale intensa è bene che controlli se ha l’epatite B o se è già naturalmente protetto e si vaccini se non è protetto.
Naturalmente tutte queste stime variano sulla base delle caratteristiche individuali del soggetto fonte e del soggetto contagiato che vano discusse con un medico nell’ambito di un colloquio e non tramite telefono o corrispondenza via siti web
Infine i medici sulla base delle caratteristiche di un soggetto, della sua storia dei suoi esami di laboratorio sanno quando consigliare uno screening per le infezioni da virus epatite o da HIV quindi: l’invito è a PARLARE DI QUESTI PROBLEMI CON I MEDICI DI FIDUCIA. Ii caso di necessità saranno loro ad indirizzarvi dagli specialisti.