DOMANDA
Gent.mo prof.re ho 38 anni ho avuto 3 gravidanze con cesarei e da circa 20 anni soffro di cistiti croniche; negli ultimi 2 anni il tutto si è riacutizzato beccandomi anche una inf osp da klebsiella,uroflussometria con residuo vescicale di 60 cc e alla cistoscopia mi diagnosticano leucoplachia e ogni ora sento la necessità di svuotare la vescica.Alla visita ginecologica mi hanno diagnosticato un cistocele tra il I e II grado.Sono affetta anche da sindrome di sjogren e da quasi due anni assumo antibiotici.cosa mi consiglia di fare?Sono in attesa del risultato del citologico urinario.La ringrazio di cuore perchè nn riesco a venirne a capo di nulla.
RISPOSTA
Situazioni cliniche come la sua sono purtroppo frequenti e legate a fattori diversi e spesso concomitanti: lo svuotamento della vescica imperfetto legato al cistocele, gli ormoni non sempre regolari, l’intestino con i suoi batteri che passano nelle vie urinarie, l’ansia e lo stress che riducono le difese immunitarie ecc. Si crea un circolo vizioso legato all’infezione che a sua volta diminuisce le difese della vescica che mantiene l’infezione. La leucoplachia, meglio sarebbe chiamarla metaplasia squamosa, non è altro che il risultato di infezioni recidivanti che costumano una sostituzione dell’epitelio (il rivestimento interno) vescicole con epitelio simil vaginale.
Quel che resta da fare è riprendere da capo il problema: controllo della regolarità intestinale, rivalutazione del ciclo ormonale, valutazione urodinamica del cistoscele, terapia dell’infezione mirata e prolungata nel tempo, farmaci che ricostituiscano le difese parietali della vescica, eventuale rimozione della leucoplachia ed eventuale correzione del cistocele.
Vede bene che le occorre rivolgersi al suo medico per i suggerimenti e le prescrizioni necessarie a compiere virtuosamente questo percorso, senza paura né ansia del risultato ma con pazienza e determinazione.