Cistiti ricorrenti che non guariscono

    DOMANDA

    Ho 29 anni e soffro spesso di cistite da batteri (riscontrati tutti insieme): Escherichia coli, Klebsiella, Enterococco faecalis… Ho seguito svariate cure antibiotiche, ma non c’è verso di guarire. Come posso curarmi efficacemente? Grazie, Roberta

    RISPOSTA

    La cura con gli antibiotici va bene solo per l’infezione acuta. Per liberarsi della tendenza alle recidive bisogna lavorare, invece, su vari fattori. Tra quelli predisponenti, vanno diagnosticati e curati i disordini intestinali (come la stitichezza e/o la sindrome dell’intestino irritabile). Va valutata la presenza delle intolleranze alimentari (specie al glutine e/o al lattosio) che peggiorano la vulnerabilità alle cistiti, e le condizioni che mantengono infiammata la parete dell’intestino. Non a caso i germi citati sono di netta provenienza intestinale. Attenzione, poi, al diabete, che triplica il rischio di cistiti. Occorre anche valutare il tono delmuscolo elevatore: se contratto, facilita il danno meccanico dell’uretra durante il rapporto, oltre a provocare microabrasioni all’entrata vaginale. Ciò causa dolore ai rapporti, presente in circa la metà dei casi di cistiti ricorrenti. Il livello di estrogeni vaginali condiziona sia l’acidità in vagina (il pH) e l’ecosistema protettivo che qui risiede, sia la capacità dell’uretra di difendersi dai traumi meccanici (e di evitare la risalita dei germi dai genitali esterni). La misurazione in ambulatorio del pH è un modo semplice (e indolore) per valutare il livello di estrogeni in vagina. Va studiata la vescica, con un bravo urologo. Tra i fattori precipitanti, figurano il rapporto sessuale (il 60 per cento delle cistiti compare 24-72 ore dopo un rapporto), i colpi di freddo e lo stress. Con le cure appropriate, sarà possibile ridurre le cistiti fino a guarire.