DOMANDA
Buongiorno, sono una donna di 50 anni e sono stata ricoverata per 3 giorni in ospedale per colecistite acuta con calcoli (parete ispessita, segni di slaminamento, materiale interno calcolotico e flogistico), trattata con antibiotici carbapenemici (sono allergica alle penicilline) e a digiuno per due giorni. Al momento del ricovero non avevo coliche (l’ultima era stata la sera precedente), dunque sono ormai 5 giorni che non ho più dolori forti (ogni tanto qualche piccola dolenzia al fianco destro, ma proprio leggerissima). Mi hanno dimesso (terapia antibiotica con Levoxacin 500 mg una compressa al giorno per una settimana e dieta senza grassi e uova) per “freddare” la colecisti in attesa di intervento di colecistectomia con laparoscopia, tra un mese-un mese e mezzo. Però in ospedale mi hanno detto che in caso di nuova colica è bene andare al pronto soccorso, per operarmi d’urgenza (purtroppo, in questo caso, con laparotomia). Quello che vorrei capire è però questo: facendo una dieta rigida, ci può essere lo stesso il pericolo di una nuova colica? Una volta finita la cura antibiotica, il rischio di nuova colica aumenta? Vorrei poter arrivare all’intervento di laparoscopia senza problemi, dunque mi turba molto la prospettiva di un intervento d’urgenza, pur facendo dieta. Grazie
RISPOSTA
Cara Signora, è corretta l’indicazione posta alla colecistectomia; non è chiaro dalla sua lettera se si è verificata una colica biliare cioè un verosimile passaggio di calcoli nella via biliare; in questo caso è molto importante che prima dell’intervento di colecistectomia sia verificata la condizione della via biliare con esame appropriato cioè l’ecoendoscopia biliare. La dieta rigida riduce la possibilità di ulteriori coliche biliari, ma non ne elimina completamente la possibilità.