Colpo di fulmine

    DOMANDA

    Salve Dott.ssa Moè,Non è facile sintetizzare questa storia che iniziò nel 1998.Sono una donna di 41 anni molto piacente;All’epoca
    gestivo un Bar insieme al mio fidanzato che poi divenne mio marito.
    Una mattina mentre rientravo al mio locale notai un gruppo di persone che ferme davanti ad un grande Bar della zona mi stavano ad osservare,continuai senza dar loro peso.Ero da poco rientrata al mio Bar e notai sull’uscio del mio locale un uomo mai visto prima che parlando al
    cellulare guardava con insistenza all’interno. Provai una sensazione mai provata prima,di fortissima attrazione, un vero colpo di fulmine.Da quel giorno non mancò una volta per fare l’aperitivo con gli amici e per vedermi. Io morivo dentro ma preferivo parlare con i suoi amici che con lui. Purtroppo mi sposai e ci perdemmo di vista.Nel 2004 mi separai.Non ho avuto figli.Lui ad oggi non è sposato e non ha figli.Lo rividi dopo tanti anni a una festa
    precisamente lo scorso 2010.Dentro di me c’era un vulcano di sentimenti,ero felicissima ma rimasi freddissima,a malapena lo salutai senza far trapelare l’entusiasmo,lo evitai tutta la sera, ma le assicuro che mi venne anche il capogiro dall’emozione. Lui non si avvicinò più a me e andò via dalla festa senza salutarmi.Sento fortissimo il suo pensiero su di me. Ma perchè non fa l’uomo e finalnente si fa avanti? Secondo lei che cosa lo blocca? E perchè io non riesco a dimostrare il grande desiderio d’amore che ho? Perché mi precludo alla felicità? Cordiali Saluti PR

    RISPOSTA

    Il suo scritto mi richiama una nota teoria dell’amore, proposta da Sternberg secondo la quale è possibile distinguere fra vari livelli di ‘attrazione’ : passione (pare ciò che lei principalmente descrive), intimità (desiderio di stare assieme, di vedersi e di sentirsi, di contatto e di vicinanza) e infine impegno che conduce a progettare (e talvolta realizzare) una vita (o un pezzo di vita) assieme…
    Si tratta di forme caratterizzate da diversa forza creatrice o generatrice, evidentemente maggiore nel terzo livello quello che lei dichiara di avere raggiunto con un uomo con cui in effetti è stata sposata.
    Questa è la mia risposta ‘teorica’ utile per orientarsi e per capirsi. Dal punto di vista pratico percepisco tante remore… Si descrive come una donna attraente e a questo associa aspettative e forse qualche stereotipo… Si ricordi che le aspettative che lei nutre sono SUE e non del mondo che potrebbe ignorarle o addirittura non condividerle…
    Scrive poi perché lui non fa ‘l’uomo’ …. Anche questo è un ricettacolo di aspettative spesso frutto di stereotipi i quali rischiano di far sbarcare dal mondo senza avere vissuto davvero…. La realtà è quella che è non quella che ci aspetteremmo fosse o vorremmo vedere realizzata … E’ normale avere delle aspettative, ma non si può vivere solo di quelle rischiando di lasciarsi sfuggire i pezzi di vita che non calzano nelle nostre attese.
    Il rischio per lei è di congelarsi in un mondo ideale dove lei bella vede lui dichiararsi … o nulla…
    La invito ad accogliere anche l’imprevisto e a non frenare le sue emozioni, né a sforzarsi ad esprimere sentimenti che non prova… Cosa la blocca ? Vorrei saperlo da lei stessa… Ciò che può capitare – ma non so dire se sia il suo caso – è che lei (come pure chi vive una situazione simile alla sua) non si esponga per due probabili ragioni
    a) teme di essere rifiutata …. con ricadute sul piano emotivo e la necessità di ristrutturare anche una buona fetta di pensieri o (oppure anche)
    b) ha paura del giudizio e pensa di essere additata (da chi ?) come inadeguata, non adatta.
    A questo proposito la incoraggio davvero a vivere la SUA vita e a fare le SUE scelte. Non può vivere una vita fatta di cliché (uomo che si dichiara … donna avvenente … tutto il resto del mondo sullo sfondo…).
    Soprattutto però sappia che l’eventuale rifiuto o giudizio o quant’altro possa inibirla dall’essere la creatura meravigliosa che suppongo sia anche oltre l’aspetto estetico è DELL’ALTRO… Intendo dire se lei sceglie con convinzione di dichiararsi, con i modi che le verranno più spontanei, l’eventuale ‘rifiuto’ o ‘giudizio’ o altro (… che lei buon ben conoscere interrogando il suo cuore ed ascoltandosi per quella che è piuttosto che per la definizione che dà di sé) è dall’altro.
    E’ una scelta dell’altro quella di giudicare o di rifiutare… A cui certo lei può reagire, ma nel rispetto e con la leggerezza di sapere che ‘non ha colpa’ perché non è stata lei a scegliere
    Scelga quindi essere se stessa e di amarsi … e magari anche di non lasciarsi né guidare né intimorire da ciò che non dipende da lei e che in una vita di relazione è e rimarrà sempre una incognita: la reazione dell’altro …
    Maturi quindi le sue scelte … anche gli altri faranno altrettanto e – se le vorranno davvero bene – la rispetteranno.
    Il vero amore si nutre della diversità dell’altro e della capacità che ognuno può avere di costruirsi la propria identità nel dialogo, nel confronto, talvolta anche nello scontro … con una sola attesa quella definita all’inizio: di passare dalla passione, all’intimità al costruire assieme…. come due alberi che radicano in punti distinti e le cui chiome si uniscono.
    Si affretti quindi a scegliere se stessa e il suo bene e ad accogliere anche il turbinio di emozioni che le consente di affrontare la fatica di crescere e di conquistare se stessa e la sua vita di relazione.