Come affrontare una cefalea tensiva cronica?

    DOMANDA

    Salve Dottore, ho 28 anni, da circa 10 anni finite le superiori ho iniziato ad avere il colon irritabile, dove mi davano fastidio alcuni alimenti come il fritto, i latticini, cioccolato le coliche non venivano solo per colpa degli alimenti ma anche perché sono una persona un po ansiosa quindi ogni avvenimento importante, dolore alla pancia e spesso diarrea.Nell’anno 2011 nei mesi di marzo-aprile ( gia in cura da 2 anni con apparecchio ortodontico) inizio ad avvertire dolori alla testa, sveglia con dolore alle tempie , si sposta bilateralmente sulla nuca , dietro alla nuca insomma mi prendeva tutta la testa tutto questo accompagnato con stordimento, dopo due mesi passa! l’anno successivo si ripete aprile- maggio di nuovo mal di testa faccio vari esami tra cui visita oculistica, tac e analisi sangue tutto negativo passati i due mesi passa.Nel 2013 ricomincia dal mese di febbraio quotidianamente fino a oggi, sono andata da un neurologo che mi ha prescritto vari farmaci come: tript oh, laroxyl, parexetina , mag 2 senza mai risultati ed è venuta fuori un ansia pazzesca perché non va via questo dolore, cosi ho fatto anche la risonanza esami tiroide per fortuna tutto negativo. In questa settimana sono peggiorata tanto mi sento la testa bollente e muscoli tesi dal viso, a dietro la nuca, collo….Sono ritornata dal neurologo e mi ha dato la flunarizina…ho iniziato da poco per ora non ci sono benefici, ho provato anche l’agopuntura ma nulla. Cosa ho dottore? Ho paura della sm.

    RISPOSTA

    Gli esami strumentali eseguiti hanno sicuramente escluso cause organiche (la risonanza magnetica negativa permette di essere tranquilli su eventuali possibilità di malattie spcifiche). La possibilità che si tratti di una forma di cefalea tensiva cronica è piuttosto alta. In questo caso, oltre alle terapie in atto, può essere utile un approccio di tipo cognitivo-comportamentale (biofeedback o training autogeno) per imparare a gestire meglio le situazioni ansiose
    Il mio consiglio è di parlarne con il suo neurologo, per poter eventalmente impostare un progetto più completo di tipo riabilitativo, che comprenda anche un sostegno psicologico