DOMANDA
Gentile professore,
ho 65 anni e da una decina di anni soffro di IPB. Mi curo con Tamsulosin e per tre anni ho preso anche Avodart, che ho sospeso da un anno: il psa fatto dopo la sospensione è passato dal valore medio di 1,9 al valore 7. L’urologo mi ha consigliato di fare una seconda biopsia prostatica ( la prima biopsia fatta a giugno 2008 aveva dato esito negativo) che ha dato il seguente referto:
n°2 frustoli prostatici( n°9,16) con circoscritti focolai di PIN di alto grado, dal n°1 al n°8 e dal n°10 al n°15 frustoli con aspetti di iperplasia prevalentemente adenomatosa.
Mi è stato consigliato di fare una terza biopsia a fine settembre del corrente anno.
Vorrei un suo parere in merito. Grazie per la sua disponibilità ed attenzione.
RISPOSTA
Buongiorno,
e’ normale che sospendendo Avodart il PSA salga. La dutasteride e’ un farmaco che blocca la progressione dell’IPB. Se si sospende ,l’IPB ricomincia a crescere ed il PSA sale di conseguenza. Il comportamento corretto e’ di non sospendere la dutasteride, valutare il PSA in corso di terapia e ripetere una biopsia solo se il PSA sale nonostante la terapia con dutasteride.
Colgo l’occasione di questa interessante domanda per riepilogare il comportamento consigliato ad oggi.
Per valutare il PSA in un paziente che esegue terapia con dutasteride o finasteride, la cosa peggiore e’ di sospendere il trattamento perche’ cosi’ non si riesce ad interpretare correttamente il valore del PSA; non sappiamo con precisione quando l’effetto del farmaco sul PSA finisce e quanto l’aumento del PSA sia legato ad una progressione dell’IPB o quanto a un tumore.
Una vecchia regola era invece di interpretare il valore del PSA durante dutasteride o finasteride raddoppiandolo (moltiplicandolo per 2). Anche questo concetto e’ stato superato perche’ in realta’ l’effetto dei farmaci sul PSA continua e servirebbe una correzione diversa a secondo del tempo di somministrazione, cosa che rende difficile questa pratica nella clinica giornaliera.
Diversi lavori con un elevato impatto clinico hanno dimostrato invece che la terapia con dutasteruide o finasteride, somministrata come da linee guida per bloccare la progressione dell’IPB, puo’ aiutare ad interpretare meglio i valori del PSA. Durante queste terapie generalmente il PSA si riduce e raggiunge un nuovo valore (generalmente intorno al 50% del valore pre-trattamento). Questo sara’ il nuovo valore del PSA del paziente. La terapia blocca l’IPB e quindi anche la produzione del PSA legato all’IPB. Il sospetto di un tumore prostatico clinicamente significativo ci sara’ se il valore del PSA sale nonostante la terapia medica. In quel caso allora sara’ indicato eseguire o ripetere una biopsia prostatica.
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra
Coordinatore Prostate Cancer Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ Sapienza di Roma