DOMANDA
Gentilissima dottoressa, ho 26 anni ,le scrivo perché non riesco a comprendere alcune cose riguardanti la mia personalità, cercherò di essere chiara, nonostante io sia molto confusa: sono una studentessa, ho moltissime passioni. Quelle più importanti, richiedono moltissima attività di tipo sociale ma, essendo una persona insicura, sono più le volte in cui mi chiudo nei miei spazi per non vivere la realtà ed evitare di mettermi in mostra, nonostante senta, per motivi di lavoro, di avere molta necessità di emergere. Mi sento molto spesso sola e faccio fatica a crearmi dei contatti, duraturi e non soprattutto perché mi sento circondata da gente falsa e finta, gli altri credono in me più di quanto io stessa faccia, continuo a nascondermi e a sminuirmi tanto da sentire profonda insoddisfazione, gelosia nei confronti di persone che sono molto più prive di contenuti e idee ma piene di consensi, ultimamente non faccio altro che “scomparire” continuando a ristagnare in questa solitudine che mi conduce al nulla. Sento la necessità di evadere, andare via dal luogo in cui vivo, ricostruirmi, insomma, ogni volta che una minima cosa non funziona. Ho tante idee, tanti progetti, tanta voglia di far conoscere alla gente il mio pensiero, le mie idee ma, in realtà, continuo ad arrendermi e a nascondermi, sentendomi sempre inferiore nonostante sappia di valere, se non tanto, almeno abbastanza da potermi confrontare con il quotidiano. Cosa devo cambiare in me? o in quello che mi circonda?
RISPOSTA
L’ambivalenza e le contraddizioni fanno parte della vita.
A fare la differenza è il modo con cui le gestiamo.
Il primo passo consiste nell’accettarle. Non siamo (quasi mai) la persona che vorremmo essere, ma chi scopriamo d’essere sperimentandoci con le situazioni, incontrando persone, affrontando momenti difficili.
La incoraggio quindi ad accogliersi per quella che è, a volersi bene, a dispiegare le sue competenze senza paura di sbagliare o del giudizio altrui… Scoprirà d’essere forte nella misura in cui sentirà di avere realizzato se stessa.
All’inizio avvertirà fatica, dubbi, incertezze, forse ansia, ma vedrà che poi immergendosi nei compiti, nelle situazioni, nei vari contesti proverà coinvolgimento, passione per la vita ed infine gioia…
Può ritornare o stare ‘nei suoi spazi’, ma badi che questa non sia una fuga o un piegarsi alle paure, ma solo un momento per ritrovarsi, per incontrare se stessa, come sta facendo ora.
La saluto, le sorrido e le auguro buona vita !