DOMANDA
Buongiorno,
ho quasi 60 anni e la settimana scorsa mi è stata diagnosticata una ipertrofia prostatica benigna a seguito di visita urologica e relative ecografie che non hanno evidenziato esistenza di noduli o quant’altro riconducibile a carcinoma prostatico: è stata esclusa anche la necessità di biopsia.
L’ecografia transrettale ha evidenziato le seguenti dimensioni della ghiandola prostatica: 40x60x45 pari a 55g di parenchima, vescica con bordi irregolari da sforzo.
Valori PSA totale 3,9 PSA frazionato pari al 33% dopo una settimana di cura con BENUR & IPPROST 1+1 compressa tutte le sere. Prima della cura il valore del PSA era 6,6 il PSA frazionato 12%.
Mi è stato proposto un intervento di “pulizia” a cielo aperto per riduzione del volume della ghiandola ed eliminazione delle calcificazioni.
Premesso che la cura farmacologica (BENUR + IPPROST) ha risolto i problemi di minzione e in parte quelli di natura sessuale, ecco la mia domanda:
Ritiene urgente e necessario l’intervento così come proposto o esistono alternative come: cura farmacologica protratta nel tempo, intervento in endoscopia (TURP) o intervento in laparoscopia.
Nel ringraziare anticipatamente della cortese risposta, invio cordiali saluti
RISPOSTA
Gentile Signore,
a giudicare da quanto da lei riferito mi sembra che la terapia medica stia risolvendo egregiamente i suoi problemi non prenderei quindi in considerazione in questo momento opzioni chirurgiche ,salvo che la situazione non si modifichi. Visto il volume della prostata nel caso per necessità si dovesse optare per una opzione chirurgica ritengo che il “gold standard ” sia la resezione transuretrale. Ovviamente va monitorato nel tempo il Psa che all’esordio era un po’ elevato e che ora sembra rientrato nei limiti.
Tutto ciò tenuto comunque conto che queste considerazioni sono fatte senza aver visto la sua documentazione e senza averla visitata, due aspetti importanti per trarre conclusioni certamente più precise sul suo caso.
Cordialmente F.G.