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    DOMANDA

    Gentile Prof.buon giorno ,ho 58 anni e da 9 mesi che mi sono venuti i miei dolori,prima gonfiore della mano sx poi dx,rigidita mattutina con tutte difficolta che portava, analisi erano :VES 16,PCR neg.FR47,TSH 0.7,Dopo uso di notte split ho cominciato stare meglio e oggi gonfiore nn cè piu e ho aquistato quasi mobilta delle mie mani e sono molto contenta.Da Febb.ho sentito dolori alle ginocchia e alla spalla dx.EMG arti sup:sofferenza prevalentemente sensitiva del mediano bil.a maggio ANA 1:640,ENA pos.anti CCP 2.4,aDNA neg.ho assunto Normast 600mg x 5 mesi e Dona bustine x 2 mesi.Valori mie oggi sono MCV 101,creatinina 0.83,ANA 1:2560,ENA:SmRNP,C3 71,urine n.d.p.dopo visita da reumatologo mi è stato detto che ho periartropatia di spalla dx e devo prendere Algix 60mg x 7-10 gg e fare riabilitazione e poi x 6 mesi prendere Plaguenil 200mg con stretti controlli da oculista .Gentile Prof. questo al momento della mia situazione dove “diagnosi” che ancora nn cè x che è cosi “ballerina ” non accetto x che ho PAURA x i miei occhi, nn uscendo ancora niente di preciso come mi ha detto il dott. x che devo prendere questo medicinale? ,non cè niente altro meno invasivo? naturale o forse posso attendere x vedere tra 2, 3 mesi cosa sucede con ANA e ENA?e altre?Ho bisogno di Sua oppinione gentile Prof.visto che io oggi con tutti dolori che ho sto meglio che a Nov.2011.e ho grande fiducia che posso migliorare ancora .Grazie tante x la Sua disponibilità nel rispondermi ,distinti saluti Ewa B

    RISPOSTA

    quando l’autoimmunità è subclinica od occasionalmente clinica come nel suo caso in cui c’è scarsa correlazione tra dati clinici (dolori migranti e/o intermittenti) e positività evidente dei test per la ricerca di autoanticorpi (frequente nelle malattie autoimmuni, cioè in quelle forme morbose in cui il sistema difensivo diventa causa di malattia in quanto funziona in eccesso rispetto alle prestazioni richieste), le decisioni diagnostiche e terapeutiche diventano difficili.
    Darle un consiglio comporta dunque almeno la risposta a una serie di domande (tipo: famigliarità, presenza di fenomeno di Raynaud, secchezza orale ed oculare, altre malattie in passato, qualità di vità, disponibilità o meno a trattamenti continuativi vista la discontinuità clinica, ecc.), l’esecuzione forse di altri accertamenti di laboratorio o strumentali e in primo luogo (non da ultimo) l’acquisizione diretta dell’esame clinico del suo caso.
    L’impressione generale è che comunque lei abbia bisogno di un trattamento continuativo per controllare che quella punta di iceberg, che in lei sembra occasionalmente emergere sul piano clinico, si riduca o scompaia, ma soprattutto che non aumenti di dimensioni.
    La scelta tra un preparato e i suoi rischi piuttosto di un mancato trattamento anch’esso associato ad eventuali rischi, non può dunque certamente essere fatta in questa sede ma solo direttamente e dopo aver ben definito la diagnosi.
    Mario Carrabba