DOMANDA
Salve, sono un ragazzo di 21 anni. Quest’estate sono stato vittima di un attacco di pancreatite acuta. Dopo 10 giorni di ricovero sono stato dimesso. La pancreatite è stata definita verosimilmente virale. Ho fatto una rm all’ospedale della cattolica di campobasso ed è risultato tutto tornato alla normalità. Quello che non mi hanno detto i medici però è quale dovrebbe essere il mio rapporto con l’alimentazione, nello specifico con l’alcool.
Premesso che qualsiasi dottore sconsiglierebbe l’alcool a chiunque e che la mia pancreatite non è stata causata da alcool, la mia domanda è: io che ho avuto una pancreatite acuta, corro più rischi delle altre persone quando assumo alcool?? A quanto ammonta questo rischio? Sarà per tutta la vita?
Ps: non sono un alcolizzato, non mi piace nemmeno tanto bere, ma nelle occasioni speciali vorrei poter essere libero di fare quello che voglio.
Grazie mille in anticipo!
RISPOSTA
Se la sua pancreatite acuta è stata causata da un virus, e la situazione è tornata completamente normale, lei non corre più rischi di qualunque altra persona dall’assunzione di alcolici.
Approfitto tuttavia della sua domanda per ricordare che l’alcol è classificato come sostanza cancerogena di classe 1 (come ad esempio il fumo di sigaretta), e che quindi il suo consumo dovrebbe essere evitato; qualsiasi quantità di alcol può essere un rischio per la salute; viene considerata accettabile per un adulto una quantità giornaliera di alcol equivalente a non più di 2-3 Unità Alcoliche per l’uomo, non più di 1-2 Unità Alcoliche per la donna e non più di 1 Unità Alcolica per l’anziano.
Una Unità Alcolica (U.A.) corrisponde a circa 12 grammi di alcol. Che sono contenuti in un bicchiere piccolo (125 ml) di vino a media gradazione, in una lattina o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalcolico.