DOMANDA
Gentile Dottore,
oggi per motivi di lavoro stavo usando un misuratore di distanza e manneggiandolo insieme ad altri oggetti, il laser ha incontrato i miei occhi anche se gli stessi erano rivolti in un’altra direzione, quindi il raggio non li ha incrociati…ora mi sto suggestionando..ma questi raggi laser sono pericolosi per gli occhi? Grazie anticipatamente per la risposta.
M.
RISPOSTA
Il termine «laser» è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation” (ossia amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazioni) e si riferisce al tipo di generazione delle radiazioni. La maggior parte dei puntatori laser usualmente in commercio sono disponibili in tre colori: rosso (lunghezza d’onda tra 620 e 780 nm), verde (normalmente 532 nm) e blu (tra 406 e 482 nm). A seconda del tipo di sorgente e della potenza in mW, i laser sono divisi in classi che richiedono l’osservanza di norme operative per garantire la sicurezza degli operatori e delle persone eventualmente esposte:
Classe I: laser sicuri; l’osservazione del fascio non è pericolosa.
Classe II: nell’osservazione diretta del fascio la protezione dell’occhio è garantita dal riflesso palpebrale valido (0,25 secondi); una deliberata osservazione prolungata o una compromissione del riflesso palpebrale possono favorire l’insorgenza di danno corneale. Tuttavia i laser delle classi I e II che hanno una potenza massima di 1 milliwatt (mW) sono considerati innocui. I laser con una potenza maggiore sono pericolosi e richiedono misure e dispositivi di sicurezza supplementari.
Classe IIIA: l’osservazione diretta del fascio con strumenti ottici (oculari, microscopi) è pericolosa per la retina.
Classe IIIB: l’osservazione diretta del fascio è sempre pericolosa.
Classe IV: è pericolosa anche l’osservazione indiretta, diffusa o riflessa da uno schermo; possono provocare danni cutanei; possono essere causa di incendio.
(Può trovare ulteriori info sul sito federale svizzero: http://www.bag.admin.ch).
Dunque, per prima cosa, si informi sulla classe del laser in questione. Poi rifletta: soggettivamente il danno corneale è avvertito come un dolore puntorio, acuito dall’ammiccamento, di tipo trigeminale (prima branca); il danno retinico, ben più grave, produce un’ombra centrale, un annebbiamento della capacità di fissare un’immagine o un testo di lettura; può fare una prova semplice: prenda un quaderno a quadretti dei suoi bambini, tracci una piccola croce centrale e la fissi in visione monoculare, con le lenti per vicino se è presbite. Alternando i due occhi, valuti eventuali differenze, soprattutto di nitidezza, sfumatura e di eventuale distorsione delle righe nell’occhio affetto (metamorfopsie). Se ricorre il caso, deve ricorrere allo Specialista di sua fiducia. Ma generalmente l’incidente serve soltanto a far prendere un po’ di paura e quindi ad alzare opportunamente il livello di attenzione alla sicurezza.
Prof. P. E. Gallenga