DOMANDA
Gentile Prof.Calabria,sono un ragazzo di 27 anni e da circa 4 anni soffro di fastidiosi sintomi da occhio secco(difficoltà ad aprire agli occhi al mattino,senso di sabbia,bruciore,secrezioni filamentose,vista appannata).Dai test è emerso un test di Schirmer nella norma ma un BUT test patologico(5 sec).Quei filamenti staccati manualmente erano sintomo della cosiddetta Mucus Fishing Sindrome. Non soffro di patologie dermatologiche particolari se non di una lieve acne giovanile.A febbraio di quest’anno finalmente si è arrivati (almeno così sembra) ad una corretta diagnosi:MGD (disfunzione ghiandole di meibomio) e così è iniziata una terapia con impacchi caldi,lacrime artificiali senza conservanti,acetilcisteina in collirio e azitromicina topica. La terapia dopo diversi mesi ha quasi completamente eliminato i filamenti ma i sintomi da occhio secco continuavano e così circa un mesetto fa mi sono rivolto ad un nuovo oculista che mi ha prescritto una terapia a base mi minociclina 100 mg al giorno per 3 mesi più Lotemax per 5 mesi a scalare. Ho quasi terminato il primo mese di cura ma i sintomi persistono. Le volevo chiedere 1)cosa ne pensa della terapia? 2)è mai possibile che questa patologia sia così difficile da trattare? 3)cosa mi devo aspettare per il fututo? E’ ormai una condizione che si è “costituzionalizzata” e quindi posso solo trattare i sintomi oppure posso guarire definitivamente e riavere una funzionalità lacrimale e uno strato lipidico normale? La ringrazio nuovamente.
RISPOSTA
La Mucus Fishing Sindrome è una malattia complessa: è verosimile che nel suo caso sia associata ad una disfunzione delle ghiandole di Meibomio. Entrambi gli schemi teapeutici sono razionali. Io penso che debba perseverare nella terapia mai dimenticando l’uso di abbondanti lacrime artificiali ipotoniche. Non penso che sia in alcun modo coinvolta la gh lacrimale (vedi Schirmer test normale), ma che vi sia una alterazione della qualità del muco e della componente lipidica. E’ possibile che vi sia una regressione dei sintomi spontanea magari correlata alla correzione di modeste alterazioni ormonali che a tutt’oggi non siamo in grado di conoscere a fondo e dominare.Cordiali saluti
Prof.Giovanni Calabria Università di Genova