DOMANDA
Egr. Dott., sono un ragazzo di 34 anni, Le chiedo un consulto in quanto preoccupato. Nell’agosto di quest’anno, ho accusato un forte dolore al testicolo sx, mi sono recato al PS e mi hanno urgentemente operato in quanto sospettavano una torsione, hanno eseguito contestualmente una biopsia, il testicolo fortunatamente non era torto ma dall’istologico è uscito il batterio klebsiella. Mi hanno messo sotto antibiotici e nell’arco di una settimana si è tutto risolto ma, a distanza di 2 mesi lo stesso male al testicolo dx, ovviamente immediato ricovero ma, dopo 2 settimane di cure, presso lo stesso ospedale che ha eseguito il primo intervento, senza risultato mi sono autodimesso. Mi sono recato in PS presso un’altra struttura, ebbene mi hanno riferito che il testicolo dx nn era più vascolarizzato, è inutile dirle che lo hanno dovuto toglierlo. Dall’esame istologico di quest’ultimo è risultato ancora positivo a questo maledetto batterio. Ho avuto una visita da un infettivologo dello stesso osp. E mi ha fatto fare una PET x avere un quadro completo, ebbene oggi mi hanno consegnato l’esame, c’è scritto ” aumentata captazione di probabile carattere flogistico a livello delle tonsille palatine e in regione epiglottidea”. La mia domanda è questa, visto che nn hanno potuto fare una cura mirata x questo batterio, c’è il rischio che sia latente e colpisca qualche altro organo? È un tipo di batterio trasmissibile sia a mia moglie che a miei 2 figli? Attendo risposta e porgo cordiali saluti.
RISPOSTA
Gentile Signore,
non è detto che la presenza di un batterio implichi malattia: la bocca è colonizzata da miliardi di batteri di varie specie, per non parlare dell’intestino o della pelle. Il discorso vale al contrario, ovvero se c’è malattia si cerca e si cura l’eventuale batterio causa della stessa.
La klebsiella è un normale abitante del nostro intestino dove non provoca malattia. Si trasmette per contatto diretto, normalmente attraverso mani contaminate e difficilmente per via aerea, per cui il lavaggio delle mani è il primo e più importante presidio per evitare la trasmissione.
Cordiali saluti
Prof A Volpi