DOMANDA
buongiorno professore,le chiedo gentilmente un parere. Mia nipote, 9 mesi, ha avuto un aumento brusco della temperatura, l’abbiamo portata in ospedale e ha avuto una convulsione: si è irrigidita ed è diventata cianotica. Quando si è ripresa, dopo averle dato la tachipirina, le hanno fatto le analisi del sangue e delle urine ed hanno trovato una leggera infezione alle vie urinarie. L’hanno dimessa ma dopo un’oretta di nuovo febbre alta all’improvviso. Siamo corsi all’ospedale ma purtroppo le infermiere nn le hanno dato subito qls x farle calare la febbre ed ha avuto un’altra convulsione. E’ stato tremendo, il giorno più brutto della mia vita. Ho visto mia nipote del tutto cianotica, le palpebre bianche ed ad un certo punto ha ritratto tutti gli arti. Quando si è ripresa le hanno fatto le analisi del sangue ed ora è ricoverata le danno la tachipirina quando sale la febbre e antibiotici.Non le hanno fatto l’EEG. Non ha fame e beve anche a fatica.
RISPOSTA
Per tua rassicurazione , riassumo quello che si deve sapere sulle convulsioni febbrili
Che cosa sono le convulsioni febbrili ?
Le convulsioni sono rappresentate da movimenti violenti e involontari causati da contrazioni dei muscoli di tutto il corpo (si definiscono convulsioni generalizzate) o di metà del corpo o solo degli arti o solo di un arto (si definiscono convulsioni localizzate) accompagnate da perdita di coscienza.
Le convulsioni causate dalla febbre, perché sono le più frequenti e, per fortuna, sono anche quelle meno gravi.
Il 3% dei bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 6 anni, con un picco di massima frequenza intorno ai 2 anni, possono presentare convulsioni febbrili.
Queste convulsioni si verificano in concomitanza con la febbre, in genere durante la fase di ascesa della temperatura, molto più raramente poco prima della sua scomparsa.
In genere esse si scatenano quando la temperatura supera i 38° ( esterna ascellare).
Nel 30% dei casi esiste una familiarità per le convulsioni febbrili. In altre parole, in un terzo dei casi, uno dei due genitori o qualche consanguineo stretto hanno sofferto di convulsioni febbrili.
Si distinguono due tipi di convulsioni.
. Convulsioni febbrili semplici
. Convulsioni febbrili complesse
Convulsioni febbrili semplici.
Sono le più comuni e si possono definire con le seguenti caratteristiche:
a) Sono generalizzate, interessano cioè tutto il corpo, con contrazioni anche violente che coinvolgono tutti i muscoli (e non solo quelli degli arti e di metà del corpo) con pallore, occhi fissi o che ruotano verso l’alto o di lato, seguite da una fase di rilasciamento muscolare con torpore, disorientamento (per esempio il bambino risponde in modo strano). Molto raramente possono presentarsi solo con rilasciamento muscolare oppure interruzione momentanea della respirazione (apnea) oppure con comparsa di colorito bluastro al volto (cianosi) oppure, ancora, solo con sguardo fisso o deviazione degli occhi verso l’alto o di lato (oculogiro).
b) Causano perdita di coscienza: il bambino non risponde alle domande, non reagisce agli stimoli ecc.
c) Hanno una durata massima inferiore ai 15 20 minuti: in realtà durano, quasi sempre, solo pochi secondi che però ai genitori sembrano un’eternità
d) Se si ripetono più convulsioni brevi, la serie non dura mai più di 30 minuti.
Convulsioni febbrili complesse
Le convulsioni febbrili di tipo complesso sono meno frequenti, ma sono di maggiore gravità e sono contraddistinte da almeno una delle seguenti caratteristiche:
a) Non sono generalizzate, ma localizzate agli arti o a un arto o interessano una metà del corpo. La mamma, in questo caso, deve fare attenzione per poi riferire al medico, ricordandosi che queste sono crisi da considerarsi più gravi, anche se, non interessando tutto corpo , possono far pensare il contrario.
b) Durata superiore a 20 minuti.
c) Se si ripetono più convulsioni brevi, la serie ha una durata superiore ai 30 minuti.
Che probabilità c’è di ricomparsa delle convulsioni?
Le convulsioni febbrili in genere possono ripresentarsi, dopo la prima volta, in circa 1/3 dei casi e, generalmente, ricompaiono entro 1 anno dalla prima convulsione.
Le ricadute sono più probabili se si verifica almeno una di queste condizioni:
a) Se la prima crisi è insorta prima del compimento del 1° anno
b) Se la prima crisi era una crisi convulsiva complessa
c) Se il bambino è affetto da preesistenti anomalie del sistema nervoso
d) Se esiste in famiglia qualche caso di epilessia.
Ogni ricaduta aumenta la percentuale di rischio di successive ricadute.
Quali i pericoli delle convulsioni febbrili?
Il timore dei genitori con bambini che hanno presentato crisi convulsive febbrili è quello della comparsa dell’epilessia. In realtà solo una bassa percentuale (dal 2% al 6%) dei bambini che hanno presentato convulsioni diventa epilettico. Ma in questo caso, non ci troviamo di fronte a un’evoluzione naturale e obbligata delle convulsioni febbrili in epilessia, ma più precisamente dobbiamo considerare che le convulsioni febbrili siano state una spia precoce di un’alterazione epilettica, che si sarebbe rivelata in un secondo tempo, oppure che l’epilessia si sia instaurata come conseguenza delle più pericolose, ma come abbiamo già detto molto più rare, convulsioni complesse.
Quindi il problema è di valutare bene il tipo di convulsione avuta dal bambino, perché è appurato che è il tipo di crisi (complessa) non il numero delle convulsioni, che determina il rischio di epilessia. Questo è molto importante perché smentisce ciò che viene comunemente creduto, e cioè che più numerose sono le convulsioni maggiori sono i rischi futuri.
Quali esami praticare in caso di convulsioni febbrili?
L’ unico esame importante e utile è l’elettroencefalogramma (EEG), che deve essere eseguito non subito, ma dopo almeno una settimana, perché nei primi giorni risulterà sicuramente alterato in quanto, dopo la crisi, l’attività elettrica del cervello non può sicuramente risultare normale.
Eventuali anche modeste anomalie devono indurre a valutare con attenzione la situazione, procedendo a controlli successivi (altri EEG e , a giudizio del medico, esami più approfonditi)