Corretto modo di parlare 2

    DOMANDA

    La ringrazio per la tempestiva risposta. Io non soffro di balbuzie,io purtroppo non sò proprio il corretto modo di parlare e la corretta dizione. Purtroppo alle elementari ho avuto una maestra quasi al pensionamento e quindi se ne fregava se qualche bambino era rimasto un pò indietro. Sono andato a fare logopedia ma aprire la bocca al massimo non mi serviva a nulla. Io vorrei sapere da lei teoricamente il giusto modo di parlare e la giusta dizione. Potrebbe parlarmi della respirazione nel parlare? Potrebbe parlarmi se nell’eloquio va pronunciata in modo più marcato una consonante o una vocale? Potrebbe parlarmi del giusto posizionamento della bocca mentre si parla? ecc… desidererei da lei farmi una idea così da impegnarmi a parlare in modo corretto abituandomi in questo modo. La ringrazio e mi scuso per il disturbo.

    RISPOSTA

    Gentile signore,

    ae lei ha un pregresso Disturbo Specifico di Linguaggio con interessamento alle prassie buccofonatorie, potrebbe esserci collegato un problema di coordinazione pneumofonoarticolatoria.
    Fermo restando che non sono d’accordo nel dare “consigli” che rientrano in un progetto riabilitativo con adeguati programmi dopo aver fatto una Valutazione, posso solo dirle che.
    1) una corretta respirazione permette di avere un flusso d’aria sufficiente per sostenere l’eloquio, le fasi sono Inspirazione nasale per sostenere l’Espirazione che fuoriesce assieme al parlato, il tutto in un ritmo moderato e non veloce.
    2) Non esiste che si marchi di più una vocale o una consonante, l’italiano standard ha una tonia sia per le vocali sia per le consonanti dettati dalle regole fonetiche dell’italiano, invece nel nostro Paese ma non solo, l’italiano regionale (di tutti noi in Italia), può avere fenomeni di vocalismo e consonantismo differenti a seconda della Regione dove si abita (tonia regionale).
    3) il giusto posizionamento della bocca mentre si parli è esattamente il suo, unico legato a molte variabili e assolutamente inseparabile da un suono all’altro perchè mentre parliamo gli organi già si atteggiano al suono successivo senza meccanismi volontari ma automatici. Sono escluse patologie riguardanti le prassie fonatorie che necessitano di maggior controllo e coordinazione.

    Gentile signore, non so se sia soddisfatto di ritenga utili questi chiarimenti, io le consiglio di fare una adeguata Valutazione e Bilancio Logopedico delle sue competenze prima di qualsiasi altra cosa, se avrà da lavorare in questo senso almeno avrà un Professionista al suo fianco!

    Cari saluti
    Tiziana Rossetto