DOMANDA
Gentile Professore
Le scrivo per chiederle di mio padre, anni 67 che ha eseguito prostatectomia radicale 7 anni fa per cr prostata. All’esame istologico escissione incompleta, con invasione capsula, ma allora si decise di tenerlo sotto stretto controllo senza eseguire radio o chemio. Tenuto sempre sotto controllo con PSA nella norma fino a che il PSA è aumentato all’improvviso, con metastasi linfonodali paraaortiche, che comprimevano nello scavo pelvico, (visibili alla tac e alla pet-colina). Ha iniziato terapia ormonale e radioterapia allo scavo pelvico con marcata riduzione dei valori del PSA per 3 mesi. Ora però il PSA è riaumentato (raddoppiato) e in più sono apparse due piccoli lesioni al fegato di dubbia interpretazione. Come procederebbe?
Secondo lei è di competenza chirurgica o ormai solo medica? La ringrazio cordialmente
RISPOSTA
Quando la malattia non è più loco regionale, cioè limitata alla prostata, diventa sistemica. Questo significa che le terapie loco-regionali, come chirurgia o radioterapia, sono inappropriate. Pertanto bisogna afffidarsia terapie che raggiungano la malattia in tutte e parti del corpo: queste terapie per il cancro alla protata sono in prima battuta le terapie ormonali e , in seconda battuta, le chemioterapie o le targhe terapies, Si affidi ad un buon oncologo per essere accompagnato in questo percorso,