crioblobulina

    DOMANDA

    83 enne affetto da epatite C cronica, genoma 1/b, acclarata nel 1992, correlata a crioglobulina (15-20%), mi sottopongo a plasmaferesi con frequenza quadrimestrale.
    Terapia seguita: deltacortene 5 mg. al dì; due in caso di acuzie.
    Domande:1) la crioglobulina apparsa all’insorgere dell’epatite é necessariamente correlata a questa o può essere legata all’inquinamento dell’ambiente, atteso che vivo a Taranto?
    2) vi é terapia diversa per affrontare le manifestazioni della fase acuta, quali bruciore ai piedi, difficoltà a deambulare, porpora sulle gambe?
    3) vi sono accorgimenti di carattere alimentare, oltre quelli già attuati dalla epatite?
    4) eventuali buoni consigli
    Grazie

    RISPOSTA

    Numerosi Lavori della Letteratura scientifica documentano che la “crioglobulinemia ” è spesso associata al virus della epatite C, non ci sono evidenze scientifiche di correlazione con altri fattori quali sostanze tossiche.
    Le terapie comunemente utilizzate sono la plasmaferesi e il cortisone; la posologia del cortisone può essere modulata in rapporto al quadro clinico obiettivo/laboratoristico e alla sintomatologia.
    Non ci sono indicazioni alimentari specifiche per la “crioglobulinemia”
    Le consiglio di affidarsi al suo Medico di Medicina Generale e all’Ematologo di sua fiducia.
    Un cordiale saluto
    Giorgina Specchia