Crollo vertebrale: cura

    DOMANDA

    A seguito di stabilizzazione della colonna lombare in paziente osteoporotico (donna di 60 anni in menopausa chirurgica da 15 anni), si è verificato un crollo vertebrale della vertebra T9, come da referto rx. La stabilizzazione parte da T9 e termina sul sacro. La stabil. così lunga, è stata necessaria inquanto, nel precedente intervento che comprendeva L2/S1, la vertebra L1, stava scivolando in avanti, con dolori forti e continui. Pensando di fare meglio si è optato per allungare la stabilizzazione fino a T9, fidando sull’appoggio delle coste allo sterno. Questo crollo si è evidenziato al primo controllo dopo intervento, eseguito in settembre 2012. Ora la paziente a quali rischi è soggetta, quale comportamento e quale cura? Ha bisogno di intervento urgente? La cementoplastica, può essere una cura? La ringrazio e mi scuso se non sono stato chiaro nell’esposizione della mia richiesta; sono molto agitato.

    RISPOSTA

    Questa è una situazione molto complessa e la decisione si dovrebbe basare essenzialmente su tre valutazioni: 1 l’equilibrio sagittale del rachide che si è venuto a creare; 2. le condizioni generali della paziente e le sue richieste funzionali; il grado di tenuta dell’osso.
    La scelta se operare allungando la stabilizzazione o optare per un trattamento conservativo passano per queste 3 valutazioni. L’eventuale urgenza del trattamento dipende dai riscontri di una valutazione clinica.