cromogranina A elevata

    DOMANDA

    Buonasera dottore, Le ho scritto circa un mese fa per mio padre (71 anni è stato operato nel 2006 per un tumore alla prostrata. L’anno scorso dopo vari controlli negativi ha visto aumentare i valori di psa senza evidenze cliniche. Su consiglio dell’oncologo si è deciso di intervenire con radioterapia al fine di prevenire una recidiva. Nelle ultime analisi sebbene i valori di psa siano molto bassi si è evidenziato un valore di cromogranina A di 128) e Lei mi rispose che tali valori potevano indicare una differenziazione neuroendocrina del tumore ed una sua progressione in una forma non più dipendente dagli estrogeni. Visto che sia l’urologo che ha operato mio padre che il radiologo hanno dato poca importanza a questi valori, come mi consiglia di comportarmi? Sono un pò preoccupato e non vorrei che ci fosse un pò di superficialità. Grazie ancora per La sua disponibilità

    RISPOSTA

    Buongiorno,
    la cromogranina A puo’ aumentare per vari motivi, anche semplicemente se si assume una terapia con gastroprotettori inibitori di pompa protonica in maniera cronica.
    Quindi per attribuire alla cromogranina A ed a un suo rialzo il valore di progressione con differenziazione neuroendocrina del carcinoma prostatico , bisogna escludere altre cause.
    Di solito l’aumento della cromogranina A come segnale di una differenziazione neuroendocrina del carcinoma prostatico ha questi caratteri:
    1- si presenta in tumori prevalentemente metastatici
    2- si presenta in tumori prostatici con elevato Gleason score (maggiore o uguale a 7(4+3))
    3- si presenta in pazienti sottoposti da tempo a terapia medica di blocco androgenico
    4- si associa ad un aumento progressivo del PSA

    Se sono presenti questi dati e se a controlli periodici mensili la cromogranina A continua a salire, l’ipotesi di una differenziazione n euroendocrina del tumore prostatico e’ probabile ed una terapia di combinazione con analoghi della somatostatina e’ applicabile.

    Cordiali saluti
    Prof Alessandro Sciarra
    Prostate Cancer Unit
    Policlinico Umberto I
    Universita’ Sapienza
    Roma