DOMANDA
Egregio Prof. Remuzzi, sono una donna di 41 anni e ho i reni policistici, ereditati da mia mamma (che ora purtroppo non c’è più). Sono molto angosciata per cui mi rivolgo a Lei sperando che mi risponda. La mia creatinina è attualmente 1,32 e Il nefrologo mi ha prescritto il Ramipril (2,5 mg). Può effettivamente essere utile per rallentare il peggioramento della funzionalità renale anche in pazienti con reni policistici? E’ vero che può far alzare la creatinina? Quanto ci vorrà per concludere lo studio su Aladin (Somatostatina), Sirena (Sirolimus) e Tempo (Tolvaptan)? Ho letto anche della Rapamicina, è già possibile utilizzare questo farmaco? Resto in attesa di una Sua risposta ringraziandola anticipatamente con tutto il cuore.
RISPOSTA
Cara Signora,
La malattia renale policistica è una malattia ereditaria, per la quale a tutt’oggi non esiste una terapia che prevenga o rallenti o arresti lo sviluppo e la crescita delle cisti. I tre studi che ha citato fanno parte dei primi tentativi di individuare una terapia di questo genere. Ad oggi abbiamo a disposizione dei risultati molto preliminari che sembrano dare alcune indicazioni sulla efficacia e la sicurezza di questi trattamenti, ma ancora troppo presto per dirlo. E’ difficile fare una previsione, ma probabilmente ci vorrà ancora qualche anno (due o tre, nella più ottimistica delle previsioni).
Fino a che i risultati non avranno documentato l’efficacia di uno o più di questi farmaci (a proposito, la Rapamicina e il Sirolimus sono la stessa cosa) essi non possono essere prescritti al di fuori dei protocolli sperimentali.
Intanto, se non si partecipa ad uno di questi studi, la terapia del rene policistico consiste nel curare l’ipertensione arteriosa (se c’è) con dieta iposodica e farmaci (il ramipril va benissimo, e se anche aumenta un pochino la creatinina non è un problema, come le spiegherà il nefrologo).
Cordiali saluti,
Giuseppe Remuzzi