d dimero fuori dai valori in adolescente

    DOMANDA

    Mia figlia 18 anni, ha eseguito nuovamente il D Dimero perchè a natale in seguito ad una colica renale le era stato diagnosticato il D Dimero a 580 e leggermente alterato anche il fibrinogeno. Ripetuti ora il D Dimero è ora a 686.
    Mia figlia ha anche problemi alle gambe con evidenti vene varicose: il doppler venoso arti inferiori riporta: A destra giunzioni safeno femorale e safena poplitea pervia e continente reflusso sul decorso della vena grande safena del terzo medio di coscia e su collaterali safeniche e al terzo superiore di gamba Presenza di vena safena accessoria alla coscia. A sinistra incontinenza della giunzione safeno femorale al valsava giunzione safena poplitea pervia e continente.
    Non ha il fattore V di Leiden che io ho nè il fattore II, ha però il fenomeno di Raynaud alle mani. Mia figlia ahimè fuma. Questo D Dimero alto anche se non eccessivamente, a cosa può portare? E’ pericoloso? Premetto che io ho il fattore V di Leiden che ho avuto delle ischemie cerebrali dovute ad una sospetta sindrome di susac e non vorrei che mia figlia possa avere nel futuro problematiche come la mia che sono rimasta invalida con un’emiparesi atassica e ipoacusia bilaterale. Cosa può accadere con questo valore? Grazie

    RISPOSTA

    Il d-dimero lievemente aumentato non ha alcuna rilevanza clinica. E’ un esame che deve essere visto nel contesto generale. Se si associa a riduzione significativa del fibrinogeno, bisogna eslcudere una coagulopatia da consulo, ma vi sarebbero altri segni, anche sull’emocromo. I problemi di incontinenza valvolare venosa, a meno che vi sia una trombosi in atto, non hanno rilevanza. Il fenomeno di Raynaud può non significare nulla o essere un segnale di una qualche disfunzione autoimmunitaria. Potrebbe essere indicata una ricerca di crioagglutinine e uno screening autoanticorpale.

    Francesco Onida

    Francesco Onida

    Professore Associato in malattie del sangue nel Dipartimento di Oncologia e Emato- Oncologia dell’Università Statale di Milano, lavora presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, dove è responsabile del Centro Trapianti di Midollo Osseo. Laureatosi in medicina e chirurgia nel 1995, si è poi specializzato in Ematologia nel 1999. Rientrato in Italia […]
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