DOMANDA
Gent.mo dottore, le scrivo per sottoporle un problema particolare.
Mio padre, anni 67, ex podista, iperteso, affetto da aterosclerosi, con episodio di aneurisma dell’aorta iliaca sinistra nel 2007, il 3 settembre 2014 ha subito un’operazione per dissezione aortica di tipo A. L’intervento chirurgico è stato effettuato in regime di emergenza è ha previsto la sostituzione dell’aorta ascendente e dell’emiarco, in arresto circolo+ipotermia. Il paziente, arrivato vigile e orientato spazio-temporalmente, conscio della situazione, dopo l’operazione ha trascorso 23 giorni in terapia intensiva, di cui circa 14 sveglio ma non in contatto. Una delle tac effettuate dopo il trasferimento in corsia ha evidenziato la presenza di un ictus bilaterale che ha causato in primis una doppia emiparesi (ormai scomparsa) e un deficit visivo. Ad oggi, le condizioni cliniche sono ottime, il recupero fisico quasi totale, ma il problema alla vista rimane. Due diversi oculisti interpellati affermano che gli occhi presentano una corioretinite, inoltre l’occhio destro è affetto da cataratta. Il problema però non sembra essere legato a queste patologie e si presenta con sintomi intermittenti come diplopia (solo in lettura!), comparsa di aloni o macchie, disturbi del campo visivo. Entrambe concordano sul fatto che il danno sia di tipo neurologico, ma l’ultima tac effettuata è perfetta, come se non fosse successo nulla.
C’è la possibilità che il danno possa “riassorbirsi”? Come ci suggerisce di agire?
RISPOSTA
Consiglio eseguire una visita neuropsicologica con l’obiettivo di indagare deficit visto-spaziali onde capire se i deficit visivi siano di genesi neurologica o no.
Cordiali saluti,
JA