DEGENERAZIONE FRONTE TEMPORALE

    DOMANDA

    A mio marito di 71 anni è stata riscontrata questa patologia dal centro neurologico dell’ospedale di Lucca (dott. Vista), dopo 2 anni di osservazione per escludere l’Alzaimer. Oggi sono 4 anni da quando ha avuto i primi sintomi. Il suo maggior problema è la perdita progressiva della memoria. Per il resto è tutto normale. Non ci sono cure, mi è stato ripetuto anche da altri dottori. Prende solo una pasticca al giorno di “Cymbalta”, oltre al altre medicine per altri disturbi (pressione alta, fluidità del sangue, gocce per glaucoma. Chiedo anche a lei se veramente non possiamo fare niente per aiutarlo, o come dobbiamo comportarci noi familiari. Inoltre vorrei sapere a cosa può servire veramente il “Cymbalta” e quali effetti negativi può avere. Dirle che siamo disperati forse è inutile, abbiamo girato tanti specialisti ma ciò che più mi ha ferito è l’indifferenza e la fretta (anche se ho pagato assai)mostrata nelle varie visite. Veniamo proprio lasciati soli. Grazie per una sua risposta

    RISPOSTA

    Gentile Signora,

    purtroppo se la diagnosi è quella di degenerazione fronto-temporale, non esistono cure. IN genere, a differenza della malattia di Alzheimer, vi sono disturbi comportamentali, spesso una riduzione del tono dell’umore (depressione) e quindi i farmaci che vengono dati agiscono più che altro su questi sintomi. La compressa di Cymbalta dovrebbe migliorare l’umore di suo marito. In genere, a differenza della malattia di Alzheimer, non vi è una marcata perdita di memoria (per cui mi stupisce quanto mi scrive). Non è che questo farmaco dia particolari effetti negativi (a meno che il paziente non abbia gia’ problemi al fegato).

    E’ stata effettuata una risonanza magnetica? Vi è un’atrofia (riduzione del volume cerebrale) effettivamente solo a livello frontale e temporale? Glielo chiedo perché visto che mi scrive che prende altri farmaci per la pressione e per i lsangue, mi domando se invece non ha una vasculopatia cerebrale. Non cambia molto, nel senso che in entrambi i casi non vi sono cure particolari, ma se fosse su base vascolare, tenere ben controllati i fattori di rischio (glicemia, colesterolo, trigliceridi, pressione, cuore) rallenta molto la progressione della malattia.

    Per quanto riguarda la fretta e l’indifferenza medica che mi dice di aver sperimentato, non è per difendere la categoria, ma si immagini quanti e quali pazienti con questi disturbi vediamo ed è una sorta di difesa non farsi coinvolgere da ogni singolo caso, ben conoscendo la nostra impotenza di fronte a questo tipo di malattia. Purtroppo bisogna ricordare, anche se è difficile quando si è coinvolti in prima persona, che esistono malattie da cui non si guarisce. E’ qualcosa che, visti i progressi della scienza, risulta sempre più difficile accettare.