DOMANDA
Gentile prof. Sciarra,
mio padre, 93 anni in buona salute ma con demenza senile e incontinenza urinaria, ha episodi di ematuria sempre più frequenti: genn.2016, genn.2017, maggio e giugno 2017. Il PSA, che questo inverno superava 35, dopo un mese di androcur è sceso ora a 2,77 con un rapporto libero/totale del 16%.
L’ecoaddome, con vescica poco piena, rivela “irregolare ispessimento della parete infero laterale sin. (spessore max 13 mm) e l’esame citologico delle urine riporta “numerose cellule, di probabile pertinenza uroteliale, disperse o riunite in piccoli aggregati pseudopapillari, spesso caratterizzate da atipie citologiche sospette per neoplasia uroteliale di HG (rapporto N/C>0,7, ipercromasie spiccate, discromasie evidenti, irregolarità delle membrane)”. Rifiuta ospedale e accertamenti, e penso non sopporterebbe lo stress di una cistoscopia, cateteri o altro (qualche mese fa strappò via tutti i fili dell’holter).
Può consigliarmi sul da farsi? Sono angosciato.
In attesa di una sua,
la ringrazio di cuore.
RISPOSTA
Buongiorno,
la presenza di episodi ricorrenti di ematuria, l’ispessimento parietale della vescica e la risposta della citologia urinaria fanno fortemente sospettare una neoplasia vescicale.
Comprensibile la difficolta’ a 93 anni con demenza senile di fare una cistoscopia.
Il pericolo di queste neoplasie alla sua eta’ sono proprio l’emorragia ricorrente che può’ diventare incontrollabile. A volte mantenere un catetere vescicale a permanenza, può’ ridurre il rischio di emorragia.
La soluzione prevede solo un controllo endoscopico con resezione della neoformazione almeno a scopo emostatico.
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra