Demotivata senza un vero motivo…

    DOMANDA

    Cara dott.ssa,
    Le scrivo per capire cosa mi sta accadendo ultimamente. Mi sono laureata alla triennale di Lingue da qualche mese,sono sempre stata una ragazza studiosa e appassionata, ho sempre lavorato per obiettivi e nonostante la perenne ansia da prestazione,sono sempre riuscita a raggiungere cio’ che desideravo.
    Ho deciso di intraprendere una laurea magistrale in un’università differente da quella dove ho frequentato la triennale, sia per questioni di qualità del piano di studi sia per cambiare aria, lasciare un ambiente che mi andava stretto. Adesso pero’ mi sento demotivata al massimo: non ho seguito i corsi fino ad ora, illudendomi di riuscire anche senza frequentare, ma essendo abituata a seguire costantemente i corsi dall’inizio alla fine,mi sento tremendamente indietro, ho l’ansia al pensiero di non essere all’altezza dei miei nuovi colleghi, mi sento o troppo osservata o troppo ignorata e di conseguenza ho un rifiuto dell’università.D’altro canto mi sento in dovere di continuare i miei studi, ho praticamente il terrore di rimanere indietro, di essere additata come quella che non ce la fa.Penso proprio di essere affetta da complessi di inferiorità e di essere perennemente in competizione col vuoto.Ho ricevuto anche una proposta di lavoro fuori, un’occasione che non voglio perdere, ma l’idea di perdere un anno di università mi terrorizza,non risco a capire perchè non riesco a prendere le cose con calma e filosofia…aspetto un suo consiglio…la ringrazio..

    RISPOSTA

    Il tono concitato dello scritto rende bene l’idea di agitazione, angoscia e difficoltà a occuparsi di un problema alla volta… Ad esempio l’ansia che lei dichiara essere stata presente fin dal percorso triennale non è una nuvoletta che se va da sola: se non presa sul serio ed affrontata rischia di ingigantirsi.
    Lo stesso vale per il timore del giudizio e per il significato che questo può assumere nella propria vita….. Così come lei ne parla sembra che si ritenga in obbligo di affrontare troppe esistenze: la persona che è, quella che vorrebbe, quella che altri si aspettano, quella che sarebbe se….
    Una vita alla volta !
    La incoraggio a frenare, a rallentare, a fermarsi …. Si sieda (ovvero lasci placare il turbinio di pensieri ed emozioni) e rifletta su di sé…. Qualsiasi decisione può avviarsi da uno stato di tranquillità o comunque di discreta serenità… Fatto questo prenda in mano la sua situazione attuale (non la persona che sarebbe se … avesse frequentato, studiato…. ) e da lì riparta.
    Ciò che è stato anche se può crearle disappunto magari le ha insegnato qualcosa su di sé. Il suo passato le appartiene nella misura in cui lo accoglie come parte di sé e ne fa tesoro…. Ad esempio, ha capito che è preferibile frequentare ? Cominci a farlo. Si rende conto che ha perso ‘due mesi’ ? Rifaccia la programmazione a partire da questo dato di fatto…
    Si sorrida ! E’ in un momento della vita in cui si coltivano molte aspettative e anche si presentano opportunità… in alcuni casi da cogliere nel momento in cui si profilano …. un po’ di incertezza e confusione sono normali…. Ponga nelle sue mani l’ansia (sarò brava ? …. bravo è chi ci prova) e il timore del giudizio (cosa diranno ? … E’ una loro scelta ‘dirlo’… io posso semmai decidere cosa farmene e che peso dare al loro ‘guardarmi’…) e li osservi… Ansie e giudizi non sono strettamente parti di lei e se vuole può soffiarci sopra e lasciarli andare…. Libera da ansie e da giudizi vedrà che ogni strada e ogni evento le appariranno non più come spauracchi, ma come opportunità da vivere, per crescere.