DOMANDA
Caro Dottore vorrei sapere qual è un metodo valido per sbiancare i denti e quali alimenti si dovrebbero evitare. Ringrazio in attesa di risposta.
Davide
RISPOSTA
Egr. Sig. Davide,
anzittto la risposta al suo secondo quesito. Per evitare pigmentazioni dello smalto sono assolutamente da evitare abusi di nicotina e comunque in generale di tabacco (pipa, sigari e le stesse sigarette), caffè e thè.
Per quanto concerne lo sbiancamento, lo stesso non è da confondere con quella che è la quotidiana igiene orale o la stessa ablazione del tartaro dal dentista.
L’igiene orale quotidiana, correttamente effettuata usando saltuariamente anche paste dentifricie contenenti bicarbonato di sodio, possono contrastare tali pigmentazioni.
Lo stesso dicasi in modo molto più professionale le sedute di pulizia del tartaro che si effettuano almeno una volta all’anno dal dentista di fiducia.
Per quanto riguarda le tecniche di sbiancamento vere e proprie, le stesse consistono nell’uso di una sostanza chimica, il perossido di carbammide, che può essere utilizzato in varie concentrazioni. Tale sostanza è presente in minima quantità in prodotti da banco venduti in farmacia. Quando lo sbiancamento viene effettuato presso uno studio odontoiatrico tale prodotto è usato con concetrazioni più elevate.
Le differenti concentrazioni sono dovute al fatto che l’uso improprio di questa sostanza può determinare dei danni alle gengive.
Tale rischio è inferiore per i prodotti da banco, proprio perchè da considerarsi una sorta di “automedicazione”, ed ovviamente lo sbiacamento risulterà “meno eclatante”.
L’odontoiatra al contrario può controllare, grazie alla propria professionalità, i rischi di effetti collaterali. In questo caso i risultati saranno più evidenti.
V’è da precisare che lo sbiancamento avviene anche attraverso l’ausilio di apposite mascherine in resina da “indossare” sulle arcate dentarie la notte. Per mentenere il risultato acquisito è necessario sospendere, o quantomeno ridurre drasticamente, l’utilizzo delle sostanze citate in precedenza, e che causano appunto tali pigmentazioni.
Un cordiale saluto
Dott. Roberto Callioni