depressione

    DOMANDA

    Buon giorno;
    le scrivo perchè mia madre per SCHIZOFRENIA è stata ricoverata presso un centro di psichiatria per 1 mese.I sintomi(sentiva voci)sono scomparsi, ma ora sono subentrati altri sintomi che prima di andare in ospedale non aveva quali: tremori, depressione, insonnia, ansia.
    I medici dell’asl le hanno prescritto e poi cambiato diversi farmaci comunque per 5 mesi ha usato farmaci ma nessuno di questi ha contribuito a far scomparire questi sintomi.
    Ora le scrivo dettagliatamente tutti i farmaci che ha assunto dall’inizio :
    abilifi 15 mg assunto per 1 mese ma le è stato cambiato perchè non stava bene
    zeldox 40 mg 2 mesi
    zeldox 60 mg 1 volta al gg + remeron 30 mg per 1 mese + tavor da 2,5 mg
    zoloft da 50 mg 15 giorni
    zeldox 40 mg più tavor
    Da un mese ha smesso di SUA INIZIATIVA di prendere farmaci.ORA LAMENTA DEPRESSIONE E CERCA DI COMBATTERLA IMPIEGANDO LA GIORNATA CON IL FARE DELLE ATTIVITA’.
    QUALI SONO I RISCHI CHE CORRE VISTO CHE HA SMESSO DI PRENDERE FARMACI? Può riuscire a combattere la depressione da sola?
    Grazie per la sua risposta e per il suo tempo che mi ha riservato !

    RISPOSTA

    Gent.ma,
    cercherò di provare a risponderle per punti.
    Riguardo ai farmaci che sua madre ha assunto essi coprono sia i sintomi di tipo psicotico (le voci di cui parla) sia quelli ansioso-depressivi, tuttavia come sicuramente saprà la cura farmacologica va valutata e continuata sulla base di molti elementi, compresi anche gli effetti secondari che tali farmaci possono provocare, e quindi spesso necessita di aggiustamenti e rivalutazioni in itinere; è necessario a mio avviso mantenere un rapporto continuativo e costante con lo specialista che li ha prescritti per valutare insieme efficacia, sostenibilità ed eventuali modifiche da fare.
    Di solito non è consigliabile un’interruzione della cura brusca e di propria iniziativa: decidere per l’interruzione può essere un segnale di un disagio nel seguire la cura, nel sostenere gli effetti collaterali o per altri motivi sicuramente validi, ma che devono essere discussi e valutati insieme allo specialista per poter individuare insieme strade alternative.
    Difficile dire quale possa essere lo sviluppo della depressione della sua mamma: posso immaginare che prima della malattia avrà avuto una storia personale complessa fatta di situazioni, eventi significativi e momenti di fragilità, così come momenti di forza e risorse. Il fatto che abbia sospeso la cura, ma che lamenti uno stato di tristezza e disagio può offrire spazio ad una riflessione su quali percorsi potrebbe attivare per essere aiutata. Se inoltre “cerca di combattere” può essere un fattore positivo che dimostra il suo desiderio di stare meglio.
    In ogni caso da soli è sempre difficile far fronte a situazioni di sofferenza significative; col suo sostegno sua mamma può invece provare a trovare un aiuto efficace, riferendosi agli specialisti della sua Asl e anche al suo medico di base.
    Con i miei migliori auguri, cordialmente
    Laura Belloni