diabete

    DOMANDA

    Abito a brescia,nato nel 1944,nel dicembre 2009 mi è stato riscontrato il diabete tipo II,da allora sono in cura con metformina 850×2,l’emoglobina glicata è risultata esser per 3 volte buona, valore 5,8.Le chiedo,poichè nella misurazione postprandiale (quella a digiuno presenta valori mattutini tra 100 e 115) talvolta,soprattutto dopo il consumo di pasta,si eleva anche a 150-160,mentre dopo pasto di carne o altro è nettamente sotto i 140,ritiene che nella prospettiva di un pasto glucidico abbondante(pasta,riso,etc.)possa prendere al bisogno una pastiglia di 0,5 mg di repaglinide(novonorm etc.)per attenuare il dato postprandiale o vale il dato dell’ada americana che va bene sotto i 180?La ringrazio sentitamente.Ps.sono alto 175cm e peso 70 kg

    RISPOSTA

    Gentile signore,
    il suo diabete è in ottimo controllo glicemico (la glicata è inferiore al 6%). il suo peso è inoltre ottimale. E’ abbastanza normale che la glicemia post-prandiale possa risultare più elevata dopo un pasto con carboidrati. Non ci sono sufficienti evidenze che dimostrino che abbassare la glicemia post-prandiale possa ridurre ulteriormente i rischi di complicanze a lungo termine del diabete 8soprattutto in un soggetto con glicata praticamente normale). Per tale motivo ritengo ancora valide le linee guida ADA che son tra l’altro anche quelle italiane che ritengono adeguata una glicemia post-prandiale inferiore a 180 mg/dl. Può quindi mangiare tranquillamente una modica quantità di pasta, senza dovere assumere altri farmaci. Può essere utile per ridurre l’aumento della glicemia dopo un pasto ricco di carboidrati assumere anche delle verdure. Le fibre infatti rallentando l’assorbimento del glucosio riducono la glicemia post-prandiale.