DOMANDA
Gentile Dr. Mian, nostra figlia 16 anni, dal 2006 con diabete tipo 1. il suo diabete è instabile da molto tempo, negli ultimi tre mesi ha perso 10 kg (peso attuale 45 kg altezza 155 cm)con una dieta “fai da te” in cui ha tendenzialmente eliminato i carboidrati e si è chiusa in se stessa rinunciando alle sue amicizie(non le si poteva dire nulla perchè si arrabbiava e minacciava di non farsi la terapia insulinica).all’inizio dell’estate si è lasciata con il suo ragazzo e attualmente ha frequenti attacchi di fame, spesso mangia di notte e di nascosto e non si fa insulina in maniera adeguata. ha avuto un episodio di chetoacidosi con glicemia a 750.rifiuta i medici e il diabete e spesso ha scatti di rabbia verso entrambi i genitori.E’ bulimica?una psicoterapia puo’ bastare a” salvarla”? grazie
RISPOSTA
da quanto mi riferite riguardo vostra figlia adolescente, pare che nell’ultimo periodo ci siano comportamenti verso il cibo e verso la propria situazione di salute spesso comuni fra le ragazze che soffrono di diabete di tipo I.
Precisamente il cosiddetto “insulin purging” e cioè l’omissione o riduzione del dosaggio di insulina con un comportamento caotico/disturbato verso il cibo.
Recenti ricerche (Nielsen e collaboratori) hanno infatti confermato, che molte giovani donne e adolescenti affette da diabete di tipo I hanno episodi di alimentazione incontrollata (abbuffate oggettive) con presenza nelle urine di zucchero (glicosuria). Tali comportamenti sono molto simili a quelli riscontrabili nella bulimia nervosa del sottotipo con compenso (vomito autoindotto o abuso di lassativi/diuretici e attività fisica eccessiva) e senza .
Molte, inoltre, sempre tenendo fede alla ricerca scientifica citata precedentemente, omettono o riducono il dosaggio di insulina proprio al fine di perdere peso o di sperare di controllarlo ossessivamente.
Gli attacchi di fame sembrano essere dati quindi, da un ciclo “digiuno/abbuffata” molto tipico nei disturbi del comportamento alimentare, che puo’ comportare repentine fluttuazioni di peso in grado di acuire il disagio non solo psicologico ma anche fisico, dovuto alla condizione che il diabete implica.
Gli scatti di rabbia, potrebbero essere dovuti al fatto che, mentre vostra figlia cerca di controllare l’alimentazione e probabilmente le emozioni negative (mi riferite che si è appena lasciata con il ragazzo e che si sia isolata un po’ dalla famiglia e dagli amici) voi, vi preoccupate, giustamente, riguardo la sua salute.
Questo, viene vissuto dalla giovane come un ulteriore “controllo” e non una comprensione dei suoi bisogni e problemi.
Inoltre, il vostro controllo limiterebbe le sue possibilita’ di continuare tali comportamenti, che sembrano rappresentare comunque una risposta/strategia ad un disagio interiore.
Questo sembra inoltre aumentare la distanza comunicativa fra voi genitori e la ragazza.
I disturbi alimentari ed il disagio adolescenziale hanno un terreno favorevole quando vi è una grande distanza comunicativa fra i genitoril ed i figli, pertanto vi consiglio di esternare le vostre perplessità e timori, senza punire o minacciare vostra figlia, ma ascoltandone le ragioni, anche se vi sembreranno non condivisibili.
Dire se sia bulimica basandomi unicamente su quanto mi riferisce e gestire via internet un caso come il vostro, non lo reputo una buona prassi e vi consiglio di muovervi prontamente nel “mondo reale”.
E’ importante pero’ sin da subito comprendere le motivazioni che la spingono a gestire l’alimentazione e le terapie in essere, che nel trattamento del diabete sono importanti, in maniera da mettere a repentaglio la propria salute cosi’ palesemente.
In merito ad una psicoterapia, questa è una eventualita’ da prendere in considerazione in maniera seria e costante, soprattutto dopo un inquadramento della problematica con la piena collaborazione della ragazza, che dovrebbe riconoscere di avere un problema e volerne uscire.
Cosa che, da quanto mi dite, non sembra ancora essere avvenuta.
Consiglio di parlare apertamente delle vostre perplessità senza minacciare alcun intervento punitivo, ma riservandovi, se il quadro di salute dovesse peggiorare, di prendere seriamente la situazione in mano.
Per quanto riguarda il tipo di psicoterapia, per quanto attiene ad un disturbo quale quello di vostra figlia, consiglio un approccio di tipo cognitivo-comportamentale in quanto si è rivelato, per la bulimia nervosa, essere il trattamento d’elezione.
Affidatevi ad uno psicoterapeuta che sappia trattare i disutrbi alimentari e che operi in regime multidisciplinare (con nutrizionista e psichiatra) e che possa e soprattutto, desideri collaborare anche con i medici che seguono vostra figlia per le terapie del diabete di cui è affetta.
Auguro a tutta la vostra famiglia ogni bene e di superare questo momento.
Dr. Emanuel Mian, PhD
Psicologo
Dottore di Ricerca in Neuroscienze