DOMANDA
Ho sedici anni, e da quasi tre ho una relazione con un ragazzo, mio coetaneo. Una relazione seria, davvero; considero me e il mio “fidanzato” maturi, per quanto lo si possa essere a questa età. Lo stimo, come persona: è intelligente, ironico, affidabile, deciso, sicuro di se… Naturalmente c’è l’altra faccia della medaglia: un’eccessiva gelosia, causata probabilmente dal suo morboso attaccamento a me, che ci spinge a litigare quasi quotidianamente. Mi sono proposta di lasciarlo varie volte, soprattutto dopo suoi atteggiamenti aggressivi, dopo il suo ricorso alle mani; ma non sono riuscita a far prevalere l’orgoglio sull’affetto che provo per lui. Per risposta, da qualche tempo tendo a fuggirgli: lo ignoro a volte, lo provoco altre. Mi sento completamente diversa da lui per quanto riguarda la nostra mentalità: la mia aperta e sognatrice, lui è concreto e ripetitivo in ogni aspetto della propria vita. Io fuggo, lui mi insegue. Mi sono persa, alla fine. 1000 caratteri non bastano. Sto con lui per amore o per abitudine? Resistance
RISPOSTA
Cara Resistance,
… bel soprannome! Direi che un po’ già risponde alla sua domanda: per amore o per abitudine? Per resistenza.
A 16 anni, 3 anni di relazione sono una cosa molto seria, anzi: troppo seria.
Vi siete già divisi il mondo in due: io sono così, e lui invece è cosà. Prima ancora di aver potuto sperimentare che ciascuno di voi è un po’ così e un po’ cosà.
Non credo che lei abbia bisogno dei consigli di uno psicologo; a 16 anni si vive di contraddizioni ed è normale perdersi un po’. Vi faccio tanti auguri per una vita piena di amore. Insieme o ciascuno per suo conto, si vedrà!