DOMANDA
egregio prof de vivo salve io ho 42 anni ed ho una dilatazione radice aortica di 42mm e insuff aortica lieve io ho fatto eco sei mesi fa e laradice a livello bulbo era 42 mm l’ho rifatta in questi giorni ed e di 43,5 quindi ho consultato cardiochirurgo e mi ha detto di fare tac perche mi ha detto che se va avanti cosi dobbiamo prendere dei provvedimenti perche cammina troppo veloce l’aorta e c’e rischio rottura il mio ventr sinistro diam teled e di 53mm telesist 30,3. pressione ok sto facendo cura da tempo sinvacor per colesterolo ok peso ok io begregio dottore non voglio discreditare il mio cardiochirurgo , se viene comunque accertata la dilatazione di 43,5 puo essere che poi resta stabile e i controlli quando li devo fare se fosse 43,5 grazie per la sua e vostra disponibilità.
RISPOSTA
Gentile amico,
allo stato attuale deve solo monitorare periodicamente l’evoluzione della sua patologia. Sono d’accordo alla esecuzione di una TAC per avere un riferimento di base della sua situazione attuale su cui poter confrontare i successivi esami. La TAC resta l’esame più accurato per la valutazione della patologia in questione, ma non è frequentemente ripetibile causa l’elevato livello di radiazioni che il paziente deve assorbire. Una altra valida opzione è l’esecuzione alternata di una risonanza magnetica cardiovascolare (RM) esame che non richiede uso di Raggi X. L’ecocardiografia transtoracica e/o transesofagea sono esami che possono essere eseguiti con facilità anche ogni 6 mesi, e che sono utili per evidenziare grossolane modifiche dei parametri che vanno poi confermate con uno dei due esami specifici (TAC o RM). La attendibilità dell’esame ecografico è fortemente “operatore dipendente” ossia legata alla qualità ed esperienza dell’operatore oltre che al tipo di apparecchio ecocardiografico utilizzato.
Nel suo caso, anche in considerazione della sua giovane età, sarebbe utile determinare la possibile presenza di una malformazione congenita come la valvola aortica bicuspide che si associa alla dilatazione della radice aortica; anche la cosidetta Sindrome di Marfan può essere alla base di precoce patologia a carico dell’aorta.
Certo la rapida dilatazione avvenuta negli ultimi sei mesi se confermata alla TAC potrebbe essere segno di una patologia a rapida progressione.
I parametri attualmente seguiti per porre indicazione alla procedura chirurgica prevedono in presenza di Sindrome di Marfan una dilatazione di 4.5-4.7 del punto di giunzione ventricolo arterioso.
Negli altri casi si può attendere fino a 5 cm compatibilmente con la funzione della valvola e del ventricolo sin.
Essendo oggi possibile eseguire sofisticati interventi di riparazione della valvola aortica e della radice aortica (senza utilizzo di protesi valvolari), alcuni centri specializzati anticipano l’indicazione all’intervento per evitare che i fenomeni di turbolenza del sangue, che si verificano quando l’aorta è dilatata, danneggino eccessivamente i lembi valvolari riducendo la qualità dei risultati a distanza.
Spero che quanto sinteticamente esposto sia almeno sufficiente a chiarirle alcuni aspetti del problema da Lei esposto.
Cordiali saluti