Dipendenza da cibo

    DOMANDA

    Caro dott. Mian,
    sono una donna di 42 anni, alta 170 cm peso 120 kg.
    Lotto con le diete da sempre, ma sono convinta di avere un serio problema mentale, il cibo e’ la mia droga, passo dei periodi in cui non riesco a controllarmi, mangio di nascosto perche’ odio i commenti della gente,mangio di tutto in quantita’ enormi addirittura anche cibo che non mi piace. cerco aiuto perche’ va sempre peggio.
    Inizio diete e non le riesco a portare a termine non mi vedo mai bene e all’altezza di chi ho difronte. mi aiuti la prego!!
    Tiziana

    RISPOSTA


    Gentile Tiziana,

    nella sua mail oltre alle diete che riferisce di non riuscire a portare a termine, non mi dice se abbia visto in passato dei colleghi psicologi per affrontare anche il comportamento alimentare e non solo la qualita’ e quantita’ degli alimenti.

    Le diete in questo momento non sono la soluzione perche’ potrebbero non funzionare dato che, da quanto mi dice, sarebbe portata a seguirle per troppo poco tempo con risultati non soddisfacenti.

    Infatti, se anche perdesse in questo momento 5/7 kg potrebbero non essere sufficienti a darle quella motivazione a continuare e mantenere un sano rapporto con il cibo.

    Per cambiare dovrebbe darsi un obiettivo “grande” formato da tanti piccoli “micro-obiettivi”.

    So che non e’ facile per lei in questo momento, ma dovrebbe mettersi con carta e penna e scrivere cio’ che lei vuole davvero.

    Talvolta scrivere i propri sogni, speranze ed obiettivi aiuta a concentrarsi meglio su di essi ed a vederli come sfide e non come problemi.

    Mi riferisce inoltre sentimenti di vergogna con abbuffate (perdita di controllo) che sembrano avere nelle emozioni (colpa, vergogna, tristezza etc) una loro origine.

    Inoltre, e’ presente un senso di inadeguatezza che le fa pensare di essere “non all’altezza” come dice lei, degli altri.

    Penso sia utile lei lavori su questi fattori oltre alla gestione delle emozioni e alla stima della propria persona e sull’immagine corporea.

    Lavoro che mi sento di dover consigliare di operare nel “mondo reale” avvalendosi di un centro della sua citta’ che possa valutare la presenza o meno di un Binge Eating Disorder (per una disamina veda questo link: http://www.binge-eating.it/cause-3.html ) e che la possa seguire sotto l’aspetto psicologico/psichiatrico e nutrizionale.

    Le consiglio un approccio al suo problema a matrice cognitivo-comportamentale, in quanto piu’ adatto a quanto mi ha riferito.

    Le auguro ogni bene e sono sicuro che lei sia in tempo per riprendere in mano la sua vita senza dover dipendere più cosi’ fortemente dal cibo.

    In ultimo, ricordi che se anche le persone commentassero negativamente, lei conosce la “vera Tiziana”.

    Una persona che, anche con questo appello a me rivolto, sta scegliendo di cambiare.

    Non lo dimentichi mai.


    Le auguro ogni bene,

    Emanuel Mian