DOMANDA
Gentilissimo Professore
la mia sarà una domanda forse un po’ vaga e generica e me ne scuso in anticipo.
Mia madre (64enne), sofferente da anni di diplopia certificata dal nostro oculista curante con il test del “tubo rosso” (?), è ormai giunta ad un livello del disturbo non più correggibile con i soli prismi nonchè a tratti invalidante e, di conseguenza, è addivenuta (forse, quasi, ma …)alla decisione di ricorrere all’intervento chirurgico.
Le mie domande sono dunque generiche: l’intervento è consigliabile? è pericoloso? quali controindicazioni potrebbe avere? ci sono condizioni (fisiche/di salute/ di età) ostative o che sconsiglierebbero l’intervento?presso il vostro centro universitario di Chieti lo praticate? quali sono, eventualmente, i passi prodromici per accostarsi all’intervento nonchè le procedure da seguire (visite, esami, prenotazioni, liste di attesa).
Infinite grazie per aver letto cotanto sproloquio.
Chiara
RISPOSTA
La diplopia (visione doppia) è presente nelle forme acquisite di deficit muscolari nell’adulto ed è presente quando si fissa un oggetto con entrambi gli occhi, ma si percepiscono due immagini differenti. (Esiste anche la possibilità di una diplopia monoculare, ma non è il suo caso, già ”certificato dall’Oculista curante”). Generalmente è causata da una paresi-paralisi di uno o più muscoli oculari estrinseci, per varie cause
-metaboliche (diabete; distiroidismo);
-traumatiche (dirette o per fratture della parete ossea orbitaria, talora con incarceramento del ventre muscolare oppure anche soltanto del velo legamentoso, la fascia che lo avvolge);
-neurogene (malattie del nervo oculomotore o della trasmissione sinaptica alla placca: sclerosi multipla, myastenia,etc.);
-centrali (localizzazioni espansive intracraniche: tranquilla, non è il suo caso: il suo Oculista avrebbe già fatto la diagnosi e Lei non starebbe qui a scrivermi, perchè il caso sarebbe già stato affrontato);
-infettive (meningiti, virus neurotropi, gomme luetiche, etc); basta, perchè se no scriviamo un trattato, di quel che potrebbe essere, non di quel che è (questo lo sa il suo Oculista).
Vediamo invece che cosa fare, che poi è il conforto che Lei chiede al programma già suggerito: ebbene, a paresi-paralisi stabilizzata (da 3 ad 8 mesi dopo l’evento) l’indicazione chirurgica deve essere presa in considerazione quando il compenso prismatico divenga insufficiente o non tollerato. L’intervento deve essere programmato a priori, con valutazioni ortottiche e varie prove di semeiologia (duzione forzata, vetro rosso, Hess, Worth, Maddox, eventualmente l’elettromiografia) per la valutazione della possibilità di reintegro della visione binoculare. Nelle forme ad andamento progressivo può essere vantaggioso usare la tossina botulinica, il cui effetto si riduce progressivamente nel tempo, ma la cui somministrazione può essere più volte ripetuta;anche la chirurgia viene praticata in molti Centri con esperienza, diffusi a macchia di leopardo sul territorio nazionale: il suo Oculista le saprà consigliare quello di sua maggiore fiducia; ne segua scrupolosamente le indicazioni.
prof. Gallenga