Disagio

    DOMANDA

    Carissima Dottoressa Moè sono una ragazza che nel corso dei suoi studi si è ritrovata a scegliere un laboratorio che la accettasse per fare una tesi sperimentale in Biologia. Questa mia scelta è stata fatta sulla base di quello che mi piaceva e su quello che sognavo di fare senza tener conto della Professoressa che sono andata a scegliere e che mi sta creando un sacco di problemi. Questa Signora sta cercando in ogni modo di screditarmi con continui rimproveri, umiliandomi e facendomi sentire un’incapace oltretutto non mi spiega neanche le cose pretendendo che sia io a saperle fare senza che nessuno mi dicesse niente. Oltretutto si sente in competizione con me e gli episodi a riguardo potrebbero essere molteplici … ad esempio se faccio una cosa e c’è qualcun’altro in laboratorio che mi apprezza subito si prodiga a fare la stessa cosa facendosi vedere che lei l’ha fatta meglio di me il che è davvero odioso perché io sono lì per imparare non di certo per dimostrare che sono migliore di lei perché non avrebbe senso visto che lei ha 25 o più di esperienza. Oltre questo ogni volta che c’è lei mi prendono continui mal di testa, è come se fosse una persona negativa … che cerca di influenzarmi negativamente, è invidiosa non sò spiegarmi … c’è qualcosa di strano … come fare a convivere con persone così? Grazie
    Stella

    RISPOSTA

    La situazione che lei descrive è chiarissima e non distante da molte altre che possono manifestarsi nei vari ambiti lavorativi, di studio e del tempo libero…
    Le ragioni dell’altra sono chiare: vuole affermarsi facendosi forza sulle ‘debolezze’ reali (una studentessa sta imparando) o presunte degli altri… Anche le sue ragioni sono forti: intende apprendere cose nuove e questo laboratorio costituisce la modalità per farlo.
    Come gestire questa situazione aggravata dal fatto che ‘l’altra’ è in fondo in una posizione ‘up’ cioè superiore (è una prof) e lei in una ‘down’ (una studentessa) ?
    1) Innanzitutto, combatterei su un fronte alla volta. Infatti lei deve gestire a) le emozioni che prova verso questa prof., b) le emozioni che sente verso di sé. Comincerei da queste ultime. Rifletterei su come si sente e cosa prova e affinerei le abilità di gestire questi vissuti… Quando sarà più forte, perché capace di gestire le personali emozioni, allora riuscirà ad affrontare meglio la battaglia o comunque l’impresa di gestire le emozioni rivolte all’esterno, in particolare verso questa signora.
    2) Non si senta giudicata… E’ vero che l’altra tenderebbe a giudicarla, a classificarla, a catalogarla, a confrontarla… Sta a lei però decidere se stare a questo gioco oppure – nonostante il ritrovarsi in un clima giudicante – vivere la propria dimensione: quella di chi vuole imparare e non dimostrare, come lei stessa evidenzia.
    3) Non si colpevolizzi. Non è lei a sbagliare, anzi in questo contesto appare un po’ di più in veste da vittima. … tenga conto che presumibilmente questa prof. agisce in questo modo in generale… o di più con chi per varie ragioni, anche oggettive (un discente si presume conosca meno del maestro) si trova in una posizione più debole… Non è quindi lei Stella (che nome bellissimo !) a essere in errore.
    La incoraggio quindi ad affrontare le emozioni che prova verso di sé, a farsi forza con quello che è, può, sa fare, a scegliere la sua vita cercando di rimanere il meno possibile invischiata nelle tortuosità delle vite altrui… Sia protagonista, scelga di vivere per i valori in cui crede e per le cose che le piacciono… Forte della sua prospettiva e dignità vedrà che i ‘giochini’ altrui la urteranno meno … e forse comprenderà che ci sono tanti modi meravigliosi per affermare se stessi…. naturalmente diversi da quelli basati sul confronto o sulla denigrazione altrui…
    Le auguro di entrare in se stessa, scoprire le sue ricchezze e vedrà che il grigio e il buio fuori la feriranno sempre meno e che nel tempo acquisirà la capacità d’essere solare anche e soprattutto nelle giornate e con le persone più nebbiose. Un sorriso, con simpatia.