dislessia o immaturità

    DOMANDA

    signora lopez, salve…. ho un quesito da porle e le scrivo perche’ vorrei toglermi tanti dubbi che in questo periodo mi assillano..ho una bella bambina che da circa un mese frequenta la prima elementare, ha iniziato a parlare tardi comunica anche se qualche volta con qualche errore ma si fa capire benissimo,,,,,, vado al dunque anche se preciso che non voglio assolutamente sostituirmi a nessun medico o logopedista ma secondo me e’ dislessica, a scuola non si orienta bene per andare nella sua classe,memorizza in fretta lettere numeri( sa contare benissimo)ma la memoria a breve termine no,,,,,il concetto fuori dentro dietro sopra , tanti pochi per lei non sono ancora chiari e una volta e’ capitato che il numero 71 me lo ha letto diciassette anche se solo una volta, si concentra in classe solo per le prime due ore e appare sempre stanca o svogliata, e se le leggo una storia non e’ in grado di ripetere quello che ho letto.,, in italiano e’ bravissima ma in questte cose no…l’ ho portata da una specialista e in effetti un lieve , ma molto lieve ritardo cognitivo c’e’, m,a a me sembra normalissima e a scuola entra col sorriso… non so come insegnarglele queste cose( destra sinistra etc ) perche’ per lei e’ tutto veramente difficile…vorrei aiutarla di piu’ ma non so come fare…. anche ad sbottonarsi e a usare la forbice sembra goffa….. e’ un campanello d’ allarme dislessia? grazia infinite barbara

    RISPOSTA

    Cara Signora, dalla sua attenta relazione sulla sua bambina, vedo che ha già osservato tante cose che possono diventare obiettivi sia per le maestre che per lei. Ad esempio può darsi che la bimba abbia bisogno di maggiori istruzioni visive rispetto alla posizione della sua classe, o rispetto a come ricordarsi destra e sinistra. Ma per rispondere alla sua domanda sulla dislessia le posso dire che in una situazione in cui ci sono anche altri fattori, come il ritardo lieve, l’impaccio nelle acquisizioni motorie, etc non si parla di dislessia perchè questi altri fattori giustificano anche la problematica che riscontra nel leggere o nello studio.
    E’ molto importante per la bambina sperimentare di essere capace, quindi le maestre potranno cercare dei compiti in cui lei è brava, adattando le domande, aiutandosi con le immagini del testo, e con schemi. Quando le si legge una storia, ad esempio, si chiede che metta in gioco la competenza verbale: deve ascoltare e comprendere, ovvero collegare con cose che conosce o catalogare quelle che ancora non conosce, per poi riprendere tutte le informazioni quando dovrà poi riferire su quella storia. Probabilmente quindi si va proprio sull’area su cui è più debole, mentre se la storia si sceglie con molte figure e poi si parla dei dettagli delle figure, con un linguaggio semplice, senza eccessivi riferimenti a cose non presenti nel testo o nella figura, si riesce a farle ricordare molto di più e in modo più consono al suo modo di ragionare. Se lei torna con fiduca dallo specialista che le ha rilasciato la diagnosi ci sono molti suggerimenti che le potrà dare, e le consiglio anche di comunicare con le insegnanti che diventeranno le figue di riferimento della sua bambina.
    Se si insiste nel pensare che si tratti di dislessia, si rischia di farle fare un percorso mirato alla velocizzazione della lettura, quindi all’efficienza tecnica, senza pensare a questi aspetti che per lei sono molto più importanti. Spero di esserle stata utile.