DOMANDA
Gentile Professore,le espongo il mio caso:10 anni fa ho accusato un rigonfiamento sulla tiroide, nel fare l’ecografia mi fu diagnosticata una ciste anaecogena sulla cartillagine tiroidea a quel punto in medico mi diede degli antinfiammatori e la ciste si riassorbì, per escludere la compromissione funzionale della tiroide feci le analisi per verificare la tiroxina nel sangue e gli altri valori e tutto era nella norma.Tutto procedeva normalmente quando due anni fa ho cominciato a avere più cicli mestruali in un mese e perdite tra un ciclo e l’altro così recandomi dalla ginecologa feci una ecografia endovaginale e pur avendo appena avuto il ciclo dopo soli 3 gg. nel mio ovaio erano già presenti due follicoli di dimensioni mature allora la ginecologa mi ha dato un farmaco il lutenil da prendere per tre mesi al termine della terapia la cosa sembrava essere risolta salvo poi ricominciare dopo 7 mesi ad avere un ciclo a settimana a questo punto sono andata dal mio medico per farmi prescrivere l’analisi del dosaggio ormonale.Ho ottenuto oggi il risultato tutti i valori sono nella norma ma la prolattina è di 36.5*il valore max di riferimento del laboratorio è 24.Cosa mi consiglia di fare a questo punto? Devo tornare dalla ginecologa o è meglio una visita endocrinologica?Può essereci un attinenza tra l’evento della cisti di 10 anni fa e la situazione attuale?i miei sintomi sono i seguenti: frequenti cefalee,sonnolenza,appannamento della vista,crampi,aumento del peso.Grazie sin d’ora.
RISPOSTA
Gent.ma signora
innanzitutto le consiglio di rivolgersi ad uno specialista endocrinologo piuttosto che a un ginecologo rispetto ai problemi ormonali che mi ha esposto.
Riguardo alla prolattina deve praticare un dosaggio in 3 tempi: Time Course x prolattina che le serve a copmprendere se quel valore alterato di PRL è reale oppure soltanto dovuto allo stress della puntura per il prelievo.
La cisti alla tiroide formatasi nel passato non sembra essere assolutamente legata alla sintomatologia attuale che descrive.
Si affidi ad un buon endocrinologo, magari con competenze di endocrinologia ginecologica, per una rivalutazione disgnostica ed eventuale terapia.