DOMANDA
Buongiorno a tutti,
mi chiamo Giulia ho 29 anni e scrivo da Milano.
Sono molto miope (-13) e soffro da sempre di corpi mobili in forma abbastanaza pesante, e proprio ieri mi sono recata al Ps della mia città per un aumento di esse improvviso, niente lampi ma solo una manciata di moschine nuove OS.
Diagnosi: Distacco del vitreo.
E da qui le mie paure:
Sono ancora giovane e ho già il vitreo staccato, cosa mi potrà accadere in futuro? Il dottore del ps sostiene che sia quasi un vantaggio questo distacco posteriore perchè così non tira la retina, ma io ho paura, mi sembra di avere la vita rovinata e come una bomba ad orologeria nell’occhio pronta ad esplodere.
Ci sono persone alla mia età nella mia condizione? Questo distacco apre la strada a patologie ben più gravi?
In ultimo, facendo controlli periodici (2 volte l’anno) riuscirò a conservare la vista fino ad età avanzata?
Grazie
saluti
Giuly
RISPOSTA
La miopia elevata (lunghezza assiale del bulbo > 26,5mm) è condizione che modifica le strutture oculari, i rapporti fra le strutture e la loro fisiologia: ma questo non significa che un corretto impego dei presidi refrattivi (lenti a tempiale, lenti a contatto) non possa consentire una vita del tutto normale. Certo, le possibilità di complicanze sono statisticamente più frequenti, ma lei sa bene che la statistica serve in medicina per meglio programmare i presidi di prevenzione: nel suo caso, mantenersi ben idratata, assumere integratori disegnati per il problema vitreale, sottoporsi ai controlli per escludere lesioni retiniche periferiche; se queste sono presenti o compaiono successivamente, praticare i trattamenti di profilassi (laserterapia della retina, o altre indicazioni del suo Specialista). Le bombe ad orologeria fanno TIC-TAC: il suo tic-tac sono le fotopsie (sensazione soggettiva di lampi di luce, flash luminosi, gevneralmente individuabili a partenza sempre dalla stessa sede e stesso occhio, notizia importante per l’Oculista); le miodesopsie (mosche volanti) che tendono peraltro a ridursi nel tempo, scendendo nel vitreo inferiore un pò colliquato ed uscendo così dal cono di luce che ne proietta l’ombra mobile sulla retina; la comparsa di ombre fisse in periferia ma che tendono rapidamente ad estendersi guadagnando spazio nel campo visivo; insomma c’è un corteo di sintomi prodromici che la accompagnerà dal suo Oculista in tempo utile per fare quel che si deve.
Dunque la risposta alla sua ultima domanda è: Sì, si può.
prof. Gallenga