disturbo d’ansia

    DOMANDA

    buongiorno egr. dott.ssa sono un uomo di quasi 39 anni, all’età di 24 anni ho perso mio padre per un arresto cardiaco, da quel giorno iledico di famiglia, visto lo shock ci ha prescritto un ansiolito per dormire la notte dovendo io continuare l’attività lasciatami da mio padre.
    il percorso di cura è stato di crca 6 mesi interrotto dal medico senza avvertirci che trattandosi di farmaci in quel caso benzodiazepine provocavano la dipendenza e senza un percorso adeguato di uscita, ma ne sono uscito da solo il problema però mi si è riacuttizzato ossia il non dormire di notte circa un anno fa, mi rivolgo al mio medico il quale mi prescrive una ricetta per breve periodo e mi dice giustamente di rivolgermi ad uno specialista, cosa che ho fatto ed effettivamente dopo un colloquio nel suo studio a como ha riscontrato effettivamente problemi di ansia, si pensa al trauma post morte e allo stress, la specialista del caso mi ha dato lo xanax ho fatto tre visite e mi ha detto che purtroppo avendo trascurato tale problema il percorso terapeuticodurerà un bel pò sempre che non sia cronico, tenendo conto che al momento il sosaggio è di un mg. tre 4 pastiglie al di frazionate nella giornata; con questo farmaco riesco a essere normale senza ansia ne problemi comportamentali, lei si chiederà qual’è il problema? che il mio attuale medico di base sostituito perchè il precedente medico ora è in pensione nonostante gli abbia espresso il mio problema con tanto di certificati della specialista che , tra l’altro conosce, mi ha sempre fatto laricetta bianca ma a un certo punto mi scrivr un e.mail su mia richiesta di ricetta nella quale ritiene che il farmaco non sia idoneo, limitandosi a dire di fissare un appuntamento per un altro farmaco sempre per l’ansia smentendo la specialista e mettendomi in difficoltà, le chiedo è un comportamento corretto da parte di un medico di base? io credo di no nell’attesa di una sua risposta le auguro buona giornata

    RISPOSTA

    difficile dare una risposta appropriata senza una diagnosi (che è la premessa di ogni terapia) e senza soprattutto sentire le motivazioni che hanno dettato il comportamento del medico di famiglia (che lo specialista dovrebbe sempre contattare..)
    Un cordiale saluto
    Laura Bellodi