Disturbo psichiatrico oppure no?

    DOMANDA

    Salve, dottor Carpiniello,
    sono una ragazza di 20 anni,ma non le scrivo per me.Sono preoccupata per la mia migliore amica,che ha la mia stessa età.Ho cercato da sola risposte su certi suoi comportamenti,ma non ho la certezza di ciò che ho trovato.Da due anni è molto cambiata.Assume atteggiamenti di sospetto nei confronti di chiunque le rivolga la parola.E’ ostile e delle volte sembra avere delle vere e proprie crisi paranoiche.Diviene rigida e ha come degli spasmi;ad esempio,quando le si rivolgono troppe domande,tende a stringere i pugni e a tremare,quasi come infastidita dalla presenza degli altri.Ho visto spesse volte lividi sulle sue braccia e,quando le ho chiesto cosa avesse provocato quei lividi,mi ha risposto che se li era fatti da sola in un momento di crisi.Non riesce ad avere relazioni sentimentali stabili e non intrattiene rapporti interpersonali.Preferisce sempre isolarsi.Ha sofferto di disturbi dell’alimentazione(bulimia, per la precisione)e non so se questo possa incidere sui comportamenti sopra citati.Recentemente ha litigato con il suo ragazzo (stanno insieme da soli dui mesi)e lui mi ha raccontato che è come se le stesse per venire un infarto.Cercando di calmarla ha verificato i battiti al minuto (superavano i 120), lui è infermiere. Spesso capita che abbia i battiti accelerati anche solo se parla con lui o con chiunque altro. Tutto questo non mi sembra sia normale, ed io voglio solo sapere cos’ha. Lei non vuole farsi controllare.
    Anticipatamente, grazie.

    RISPOSTA

    gentile giada,
    come immagina è difficile fornire una valutazione diagnostica senza avere la possibilità di avere più colloqui con la persona interessata ed approfondirne la conoscenza con tests ed altri strumenti diagnostici. Dagli elementi che mi fornisce, emergono alcuni dati (sospettosità, diffidenza, ansia nelle interazioni sociali, difficoltà nel mantenere relazioni stabili, comportamenti bulimici, tendenza all’autolesionismo) che farebbero pensare all’esistenza di un disturbo di personalità , di quelli che comunemente vengono definiti “borderline”. Ovviamente, le ripeto, prenda questa come una mera ipotesi di lavoro. La cosa migliore sarebbe che la sua amica riuscisse a maturare l’idea di consultare uno specialista