DOMANDA
professore buonasera,
nella prostactomia un istituto di chiara fama mi ha confermato che quando estraggono con la tecnica robota la prostata, fanno nel giro di un’ora l’esame istologico, e da quest’esame decidono se allargarsi e tagliare di Più:Un altro istituto che si occupa di robotica mi ha detto che questo non ha nessuna rilevanza,ma a me sembra importante vedere prima l’esame istologico lei che ne dice.Io sono un profano in materia….grazie
RISPOSTA
Facendo seguito a quanto già comunicato sull’argomento, il fare l’esame istologico in corso d’intervento, non è un vantaggio. L’esame istologico ‘diagnostico’ della presenza di tumore l’ha già fatto con la biopsia.
L’esame istologico di ‘stadiazione’ cioè conoscere la diffusione del tumore, richiede l’asportazione della prostata, delle vescicole seminali e dei linfonodi regionali. Altri esami istologici intermedi, parziali, sono inutili e devianti. Innanzitutto gli esami istologici estemporanei (durante l’intervento) hanno il limite tecnico di essere valutati al congelatore (senza colorazioni specifiche) e sono gravati da un’errore del 25%. Secondariamente, se il prelievo si sospetta positivo, lei corre il rischio che chi la opera demolisce anche quello che non dovrebbe (nervi e uretra) ma che avrebbe vantaggio ad essere risparmiato. Non si affidi quindi a chi fa cose millantate come speciali o particolari. Se ha davvero a cura la conservazione della sua potenza sessuale e nello stesso tempo vuole risolvere il problema del tumore, forse oggi la strada che offre percentualmente più garanzie è la radioterapia a modulazione d’intensità TC guidata (il cosiddetto Cyber Knife). S’informi nei centri che la posseggono.