DOMANDA
Gentilissimo dottore, ho 63 anni e ho sempre sofferto di lombosciatalgia,mi sono affidata ad un chiropratico m, purtroppo dopo le prime sedute che mi sono sembrate efficaci, ho fatto un intervallo di 5 mesi e mi sono ripresentata per la terapia di mantenimento, non avevo dolore, purtroppo dopo la seduta del 30/09,ne sono uscita col dolore, l’ho fatto presente e il 3-10 altra seduta, un disastro il dolore è diventato insopportabile e facevo fatica a camminare, da allora purtroppo mi sto trascinando con alti e bassi, ho fatto una risonanza che ha rilevato piccola ernia latera destra tra L3 e L4, analoga alterazione di tipo espulso tra L4 e L5,, rotazione sinistra dei metameri per scoliosi,ho fatto 10 Ultrasuoni,10 infrarossi lombosacrali e gluteo ds, 10 tens,10 massoterapia decontratturante lombare piriforme ds,Rieducazione motoria ind. 93.11.4. Nonostante tutto il dolore alla schiena si è attenuato ma la gamba ds mi fa sempre male nella parte posteriore.Quando sono particolarmente stanca ho difficoltà a girarmi anche nel letto per il dolore, devo sempre dormire supina e metto un cuscino sotto le ginocchia, cosa posso fare a questo punto?La fisiatra che mi ha visitato e consigliato la terapia suindicata è attualmente a casa in maternità, quindi mi manca anche questo punto di riferimento. Mi scuso per la lungaggine dello scritto e la ringrazio se troverà il tempo per una risposta. Cordiali saluti.
RISPOSTA
Quando il dolore è cronico o si ripresenta spesso, non è sufficiente curare i sintomi con terapie passive ma è bene agire sui fattori di rischio che rendono il dolore persistente. Non è sufficiente affidarsi passivamente alle diverse forme di terapia per il mal di schiena ma è importante fare tutti i giorni quello che serve perchè la colonna vertebrale funzioni bene.
Occorre cioè seguire un programma capillare che viene adattato alle esigenze specifiche di ognuno: esercizi mirati per riequilibrare le strutture del rachide, uso corretto del rachide nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo, azione su eventuali altri fattori di rischio quali ansia, tensione eccessiva, abuso di caffeina, nicotina e insufficiente conoscenza della colonna vertebrale
Le descrivo quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale, traendo alcune frasi dai miei libri.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduta utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare. Lo stesso vale per il viaggio in auto : è bene che utilizzi un cuscino lombare oppure lo stesso asciugamano arrotolato, usato a letto.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Esercizi di ginnastica
Sono fondamentali gli esercizi di educazione posturale e di stabilizzazione; tra gli esercizi di mobilizzazione occorre privilegiare quelli in estensione ed evitare quelli in flessione. Conferma della corretta impostazione del programma rieducativo è la centralizzazione del dolore: cioè, il dolore percepito lateralmente (fianco destro o sinistro) o distalmente dal centro della colonna vertebrale (arto inferiore) si sposta in una posizione più centrale o comunque più vicina alla colonna vertebrale. Ad esempio un dolore che prima viene percepito sulla regione posteriore della coscia destra e poi si sposta sulla natica omolaterale.
La riduzione della lombosciatalgia è più facile che si realizzi in un tempo breve quando la funzionalità del disco non è compromessa, quando, cioè, l’anello fibroso è intatto e lo spostamento del nucleo è limitato ad una protrusione o ad una ernia contenuta: di solito, in questi casi il dolore non scende al di sotto del ginocchio.
Al contrario la riduzione del dolore avviene in un periodo di tempo più prolungato in presenza di ernia del disco, quando il nucleo polposo non è più contenuto dall’anello fibroso e si ha una vera e propria espulsione. È quello che avviene più frequentemente tra i pazienti che presentano un dolore radicolare che scende al di sotto del ginocchio.
In questi casi occorre fare attenzione che non si verifichino situazioni che favoriscono l’instaurarsi di invalidità e cronicità del dolore e, cioè, l’affidarsi solamente a terapie passive, l’inattività prolungata con scoraggiamento, depressione, paura e insoddisfazione.
Se il dolore è controllabile è bene dare il tempo alla natura di seguire il suo corso. Anche quando la sciatalgia è molto grave, il paziente viene rassicurato. Dopo dieci settimane dall’inizio della lombosciatalgia, nella maggior parte dei casi, i sintomi sono completamente risolti o in via di risoluzione.
Cordiali saluti e Buona Pasqua
Benedetto Toso