DOMANDA
Buongiorno Dott. Sergio, mio figlio un ragazzino di quasi 14 anni soffre ininterrottamente da circa 8 mesi di mal di pancia, gonfiore e spesso anche bruciore dell’addome nel tratto periombelicale.
In precedenza il ragazzo, da circa 4 anni, con una certa frequenza si lamentava di dolori e/o bruciori di pancia; dai controlli effettuati è risultato intollerante al lattosio, per cui ha fatto terapia con lacdigest, sembrava essere sulla strada della completa ripresa, ma dopo circa sei mesi sono tornati i dolori e il gonfiore dell’addome, soprattutto nelle ore serali. Ha fatto la gastroscopia ma non è risultata nessuna patologia se non una leggera infiammazione dell’intestino tenue. Visto il protrarsi del fastidio ho portato il ragazzo a visita dal Professor Magazzù del Policlinico di Messina, il quale non trovando nessuna patologia organica ha definito il malessere “Dispepsia Funzionale” e che non necessitava di nessuna terapia farmacologica se non l’assunzione di carbone vegetale.
Purtroppo ad oggi i fastidi non sono diminuiti, anzi, noto che di fatto aumentano sempre di più, tanto che per via dei fastidi, il non riesce più a riposare bene durante la notte.
Rimanendo in attesa di una sua risposta invio Cordiali Saluti.
RISPOSTA
Gent Signore,
per quanto per suo figlio sia stato ipotizzato un disturbo funzionale gastro-intestinale, ritengo che, vista l’ingravescenza e l’intensità dei sintomi che interferisce anche con il sonno, sia indispensabile escludere la presenza di una malattia infiammatoria cronica intestinale. Per tale ragione è opportuno che si sottoponga sia a tests emotochimici come emocromo, VES, PCR, sideremia, transferrinemia e ferritinemia, dosaggio degli anticorpi per la celiachia (AntiTG e EMA) sia a un particolare esame delle feci (dosaggio calprotectina fecale) che ad un esame ecografico dell’addome con valutazione delle anse intestinali.
A quel punto sarà opportuno fare sottoporre il ragazzo a visita gastroenterologia per un’adeguta valutazione dei risultati e per decidere sulla necessità di sottoporlo ad un’ileo-colonscopia.
Distinti saluti
Dr Sergio Peralta