Dolore posteriore destro altezza diaframma

    DOMANDA

    Buongiorno dottore.
    Mi chiamo Elena e ho 47 anni. Sono in menopausa da due e mi hanno diagnosticato ansia generalizzata. Quadro da rmn non molto chiaro. Però la domanda è da cosa dipende dolore,che si irradia posteriormente in corrispondenza del fegato un po’ aumentato di volume? Sembrerebbe muscolare ma anke simili trafittivo e paravertrebale a livello ultime vertebre dorsali ma più centrale?
    Grazie

    RISPOSTA

    La prima funzione che si altera in noi, quando siamo in ansia, è il respiro. Ne consegue difficoltà a respirare e blocco del diaframma. Tale blocco potrebbe essere responsabile del suo dolore.

    Per una strategia efficace, le consiglio di conoscere il diaframma e imparare a usarlo bene. Occorre sottolineare che il diaframma va utilizzato non solo durante gli esercizi ma anche durante la giornata, ad esempio, quando si parla e quando si lavora. Cioè, quando si accorge che le spalle sono in tensione, le rilassi e faccia in modo che il respiro arrivi a sollecitare l’addome: quando l’aria entra l’addome si espande, poi, quando l’aria esce l’addome si retrai.

    Inoltre, è importante che esegua quotidianamente esercizi di ginnatica, abbinando correttamente la respirazione per migliorare la funzionalità respiratoria.

    Per completare, cammini quotidianamente per almeno mezz’ora, a passo svelto, lasciando oscillare liberamente gli arti superiori in modo da eliminare le tensioni alle spalle.

    È un buon accorgimento abbinare la respirazione al numero dei passi: iniziare effettuando 6 passi inspirando, e altrettanti espirando.

    Poi, con l’allenamento si può aumentare il numero (8, 10 passi o più), senza esagerare, perché lo sforzo provocherebbe rigidità; è bene, invece, procedere senza sforzo: ognuno troverà il suo ritmo e il numero di passi ottimale.

    A mano a mano che si affinano la percezione e la capacità di controllo del respiro, si prende coscienza di come sia importante far durare di più la fase di espirazione rispetto a quella di inspirazione. Il rapporto tra le due fasi può essere di 2/3 o di 3/4: di conseguenza, se, per esempio, si effettuano 6 passi inspirando, la fase di espirazione può essere protratta per 8-9 passi.

    Per comprendere l’utilità di questo esercizio occorre ricordare che la ginnastica respiratoria è efficace quando è abbinata a un’attivazione organica che aumenta il fabbisogno di ossigeno; infatti, non è sufficiente fare respiri profondi a riposo. Camminando a passo rapido si accresce il bisogno di ossigeno, che viene soddisfatto con respiri profondi: ne consegue una sensazione di calma e di benessere.

    Le consiglio, per un buona impostazione di questo programma, di farsi guidare da un Laureato in Scienze Motorie e nel caso tutto quello che le ho descritto non bastasse, ritorni dal suo medico curante.

    Cordiali saluti

    Benedetto Toso